Roma, stallo totale per Mora: il Porto non molla, spunta l’ipotesi Fofana
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Redazione Sport
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La lunga attesa della Roma per l’esterno sinistro d’attacco, quel tassello che Juric prima e Gasperini (con buona pace del tecnico ex Atalanta, oggi osservatore attento del mercato) avrebbero voluto vedere già al proprio servizio, rischia di protrarsi ben oltre le scadenze inizialmente immaginate.
E il motivo è da ricercare nel muro contro muro che si è venuto a creare tra la dirigenza giallorossa e il Porto, una trattativa che sembrava avviata verso una soluzione positiva e che invece, da mercoledì notte, è finita in un pantano da cui, almeno per il momento, non si intravede una via d’uscita.
Non sono bastate, infatti, neanche le ultime ventiquattro ore di contatti e pressioni per sbloccare una situazione che vede contrapposte due visioni diametralmente opposte sul futuro di Rodrigo Mora, il giovane talento portoghese che a Trigoria aveva letteralmente stregato tutti gli osservatori, tanto da spingere il club a mettere sul piatto un'offerta complessiva da circa cinquanta milioni di euro.
La struttura dell'offerta e il nodo delle condizioni
La proposta giallorossa, per la precisione, si compone di otto milioni per il prestito oneroso e di quarantadue milioni per il riscatto, che diventerebbe obbligatorio al verificarsi di due condizioni ben precise e legate, queste sì, alle prestazioni del calciatore e della squadra: la qualificazione alla prossima Champions League e il raggiungimento del sessanta per cento delle presenze complessive da parte di Mora.
Un'offerta che la Roma considera già più che generosa, tanto da averla presentata come punto fermo e non negoziabile, una linea che la proprietà Friedkin e l'ad Ghisolfi intendono tenere senza alcun cedimento, come ribadito anche nelle ultime ore.
Dall'altra parte, però, il Porto non sembra affatto intenzionato a fare passi indietro e anzi, forte della consapevolezza di avere tra le mani un gioiello di prospettiva, chiede condizioni più favorevoli per far scattare l'obbligo di riscatto, magari abbassando la percentuale delle presenze o rendendo meno stringente il vincolo legato al piazzamento europeo, una richiesta che al momento ha trovato la porta chiusa da parte della dirigenza capitolina.
Farioli prova a spegnere le voci ma il mercato resta caldo
Nel frattempo, a Oporto, l'allenatore del Porto, Francesco Farioli, ha cercato di gettare acqua sul fuoco delle indiscrezioni che ormai da giorni agitano le pagine dei quotidiani sportivi italiani e portoghesi. Nel corso della consueta conferenza stampa, il tecnico italiano ha provato a smorzare i toni e a ridimensionare la portata delle voci che vorrebbero il suo giovane attaccante già con la valigia in mano, parlando di una situazione di normale mercato e invitando alla calma, seppur ben consapevole che il pressing da parte del club di Trigoria sia forte e costante.
E le sue parole, se da un lato servono a mantenere un clima sereno all'interno dello spogliatoio, dall'altro non fanno che confermare la complessità di un'operazione che ormai tiene banco da diverse settimane e che rischia di trascinarsi ancora a lungo, con la Roma che non vuole perdere tempo ma che al contempo non è disposta a farsi ricattare dalle richieste dei lusitani.
Le alternative: da Fofana a Schade, la Roma non si ferma
Proprio per questo motivo, e per non restare con il cerino in mano in caso di esito negativo della trattativa principale, il direttore sportivo D'Amico sta continuando a lavorare su più tavoli contemporaneamente, sondando il terreno per eventuali alternative che possano rappresentare un piano B valido e pronto all'uso.
Il nome che in queste ore sta prendendo quota è quello del francese Fofana, un esterno offensivo che piace molto per le sue caratteristiche tecniche e per la sua capacità di adattarsi al calcio italiano, un profilo che la Roma segue da tempo e che potrebbe rappresentare una soluzione concreta qualora il braccio di ferro con il Porto dovesse proseguire oltre misura.
Ma non è l'unica pista battuta dagli osservatori giallorossi, perché nel mirino c'è anche Schade del Brentford, un altro giocatore rapido e in grado di agire sulla fascia, anche se al momento la priorità resta sempre e comunque Rodrigo Mora, con il club che intende attendere ancora qualche giorno prima di virare definitivamente su altri obiettivi, nella speranza che il Porto possa rivedere le proprie posizioni e accettare una proposta che, per un giocatore di quel talento e di quell'età, appare già ampiamente competitiva.
Un braccio di ferro destinato a durare
Il gioco delle parti, insomma, è destinato a proseguire ancora per qualche giorno, con tre attori protagonisti che si muovono su linee parallele senza apparentemente volersi incontrare. Da una parte c'è la Roma, che ha già dato la sua disponibilità economica e che non intende modificare i termini dell'accordo, forte del fatto che l'offerta è stata già accettata in linea di principio dal club portoghese prima che si entrasse nel vivo delle trattative.
Dall'altra, un Porto che sa di avere un gioiello in casa e che cerca di spremere fino all'ultimo la pazienza e il portafogli della controparte, consapevole che il calciomercato è anche questo: un gioco di attese e di pressioni, di telefonate e di silenzi.
E mentre il tempo passa e il campionato si avvicina, la Roma resta in attesa di una risposta che tarda ad arrivare, con Gasperini che osserva da lontano e con i tifosi che sperano in un colpo di scena, magari proprio quello che sblocchi una situazione che al momento appare più intricata di quanto si potesse immaginare solo pochi giorni fa, quando l'operazione sembrava ormai in dirittura d'arrivo.
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