Il pomeriggio di paura a Montesanto: rissa e spari, fermati tre presunti responsabili
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Redazione Interno
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Lunedì 29 giugno, il centro storico di Napoli è stato teatro di un episodio di violenza che ha riportato alla mente scene da far west metropolitano. Una violenta rissa scoppiata in piazzetta Montesanto, davanti alla stazione della Cumana, è degenerata in pochi minuti in una sparatoria che ha gettato nel panico residenti e turisti.
La rapidità con cui la situazione è precipitata è testimoniata dai video amatoriali diventati virali sui social, nei quali si vedono prima le urla e i colpi tra gruppi di persone, poi un uomo che esplode colpi di pistola in aria e, infine, un altro individuo che si aggira minacciosamente tra la folla imbracciando un fucile mitragliatore Kalashnikov.
Le indagini lampo della Dda e i provvedimenti
La risposta delle forze dell'ordine è stata immediata e ha portato a un significativo sviluppo nelle ore successive all'accaduto. La Squadra Mobile di Napoli, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, ha condotto un'indagine serrata che ha portato all'emissione di un provvedimento di fermo per tre persone, gravemente indiziate dei reati di rissa, detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e spari in luogo pubblico, il tutto aggravato dalle modalità mafiose.
I tre fermati sono Giuseppe Truiolo, individuato come l'uomo che ha esploso i colpi di pistola; Emanuele Iaccarino, riconosciuto come colui che impugnava il Kalashnikov; e Arianna Rossetti, compagna di quest'ultimo, accusata di aver nascosto una delle armi utilizzate. A questi si aggiunge un quarto arresto, quello di Giovanni Calvanese, nella cui abitazione è stata trovata una pistola con matricola abrasa.
Il ruolo decisivo della videosorveglianza e dei social
Un elemento fondamentale per la rapida individuazione dei sospettati è stato fornito dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e, in particolare, dai filmati registrati da numerosi testimoni e diffusissimi in rete. Queste registrazioni hanno permesso agli inquirenti non solo di ricostruire con precisione la dinamica degli eventi, ma anche di risalire alle identità dei protagonisti.
Le immagini hanno mostrato la violenta colluttazione iniziale, il momento in cui uno dei fermati recupera una pistola da un'auto e spara in aria e, poco dopo, la scena agghiacciante del secondo uomo che attraversa la piazza con il mitragliatore in pugno. La polizia ha poi rinvenuto il Kalashnikov, un AK-47 con doppio caricatore, abbandonato sotto un'auto parcheggiata a poca distanza.
Il movente: tra affari illeciti e contrasti familiari
Sul movente che ha scatenato la maxi rissa, gli investigatori stanno vagliando diverse piste. Le prime ipotesi parlavano di un presunto movente passionale, legato a un tradimento, che avrebbe innescato lo scontro tra i due gruppi familiari. I componenti dei due schieramenti, spalleggiati da amici, si sarebbero incontrati per un chiarimento che in pochi minuti è degenerato in violenza.
Tuttavia, questa versione è stata accostata a un'altra, ritenuta dagli inquirenti più consistente, che riconduce il litigio a contrasti per la spartizione di proventi di attività illecite, in particolare legate al giro delle truffe agli anziani. Non si esclude che la pista del tradimento possa essere stata fatta circolare per depistare le indagini su questi affari criminali.
Il contesto di violenza e la risposta dello Stato
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente allarme per l'uso di armi da fuoco, anche pesanti, nel centro cittadino. La presenza di un fucile d'assalto come il Kalashnikov, un'arma di tipo militare, ha destato particolare preoccupazione per la sua potenza e per la facilità con cui è stato impiegato e poi occultato tra la folla. Il provvedimento della Dda, che ha applicato l'aggravante delle modalità mafiose, sottolinea la gravità di un'azione che mirava a ostentare violenza e a manifestare il controllo del territorio.
Il sindacato di polizia SIULP ha espresso apprezzamento per la rapidità e l'efficacia delle indagini condotte dalla Squadra Mobile, che in poche ore hanno portato all'identificazione e al fermo dei presunti responsabili, fornendo una risposta concreta in un momento di forte tensione sociale.




