Olimpia Milano-Guerri Napoli 125-97: difesa inesistente e salvezza (quasi) certa per gli azzurri
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Redazione Sport
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Sarebbe stato ingenuo, forse, aspettarsi una reazione diversa dalla Guerri Napoli sul parquet dell’Emporio Armani Milano, eppure il divario mostrato nell’ultimo turno di campionato ha del clamoroso: 125-97 un passivo che, al di là del punteggio pesante, racconta di una difesa semplicemente non pervenuta. Perché se è vero che l’Olimpia – reduce da una settimana complicata e dall’eliminazione in Eurolega – aveva bisogno di scaricare la frustrazione, è altrettanto vero che gli uomini di Jasmin Repesa, subentrato da poco ad Alessandro Magro, non hanno opposto resistenza praticamente per tutti e quattro i quarti. Tanto che, a metà gara, la squadra di coach Poeta aveva già messo il match in ghiaccio: 63 punti incassati nei primi due quarti sono un macigno difficilmente sostenibile per qualsiasi avversario, figuriamoci per una formazione in piena crisi d’identità.
I 125 punti dell’Armani e il record contro Repesa
La serata milanese, però, non si limita a una semplice vittoria. Il punteggio finale di 125-97 rappresenta un vero e proprio record per l’Emporio Armani, che non raggiungeva una quota così elevata da trentacinque anni – ovvero da quando, nel lontano 1989, un’altra squadra milanese superò i 120 punti. Stavolta il bersaglio è stato il Napoli di Repesa, e il tecnico dell’Olimpia, Poeta, ha subito incassato il risultato definendolo “un punto di partenza”: un’affermazione che, in filigrana, lascia intendere come la squadra stia ancora cercando un’identità solida dopo le recenti delusioni europee. Sul parquet, a brillare in particolare è stato Leandro Bolmaro, autore di 24 punti in soli 17 minuti – un massimo in carriera con la maglia dell’Ea7 – mentre il resto del quintetto milanese ha approfittato di una difesa avversaria che appariva allo sbando già dalle prime battute.
La “Mano Santa”, il sermone di Dell’Orco e la Napoli in disarmo
Chissà, si saranno detti qualcuno in casa Napoli, se a pesare sia stata l’atmosfera del prepartita: il minuto di silenzio dedicato al compianto Oscar – quello che tutti chiamano affettuosamente “Mano Santa” – la cui immagine è comparsa sui tabelloni del forum, oppure l’ennesimo sermone settimanale del presidente Leo Dell’Orco nello spogliatoio, una chiamata alle armi dopo la mesta uscita dalla scena europea. Sarà quel che sarà, ma la verità è che questa Guerri Napoli appare in disarmo totale: il passaggio da Magro a Repesa non ha portato i miglioramenti sperati, anzi, la squadra sembra aver perso quella scintilla agonistica che le aveva consentito di lottare alla pari con molte formazioni di metà classifica. E così, di fronte a un’Olimpia che spazza via ogni incertezza con 125 punti, gli azzurri restano a guardare, impotenti.
La salvezza matematica? Grazie a Sassari e Venezia
L’unica, vera notizia positiva per il Napoli – per quanto paradossale possa sembrare a caldo dopo una débâcle del genere – arriva però da altri lidi: il contemporaneo ko della Dinamo Sassari contro Venezia, unito al doppio confronto negativo che i sardi hanno proprio con gli azzurri (e lo stesso vale per Treviso), di fatto mette al sicuro la Guerri con tre giornate d’anticipo sulla fine della regular season. Sassari, che deve giocare soltanto due partite (a differenza delle tre del Napoli), si trova a quattro lunghezze di distanza, un divario reso incolmabile proprio dagli scontri diretti favorevoli agli uomini di Repesa. Ecco dunque che, dietro un risultato pesantissimo come il 125-97 subito a Milano, si cela una salvezza ormai certa: un paradosso che dice molto su questa stagione dei partenopei, capaci di incassare 63 punti in due quarti ma anche di aver costruito quel piccolo gruzzolo di punti che ora li tiene lontani dalla retrocessione. Con Treviso e Sassari alle spalle e il calendario che scorre, il Napoli può dunque guardare avanti – non senza aver prima digerito la lezione milanese.




