Meloni a Termini coi militari di Strade Sicure: "Blindiamo l'operazione, nessun passo indietro"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La mattina romana, fredda e tersa, ha fatto da sfondo a un blitz annunciato sui social ma carico di significato politico. Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, si è recata alla stazione Termini per incontrare i soldati impegnati nell'operazione "Strade Sicure", posando accanto ai nuovi blindati "Puma" e scambiando strette di mano con i militari. L’obiettivo, al di là delle immagini di rito, era chiaramente quello di spegnere sul nascere ogni polemica riguardo a un possibile ridimensionamento del dispositivo, lanciando anzi un messaggio di potenziamento. "Altro che depotenziamento", ha tagliato corto la premier, il cui intervento assume il valore di una direttiva indirizzata non solo all’opinione pubblica ma anche agli stessi apparati dello Stato.

Il dispositivo militare nella Capitale

Saranno tre, infatti, i mezzi corazzati del 3º Reggimento Cavalleria Paracadutista "Savoia Cavalleria" a presidiare alcuni dei nodi nevralgici della città. Due di essi, come riferito, verranno schierati nell’area di piazza dei Cinquecento e via Giolitti, a guardia della principale stazione ferroviaria, mentre il terzo verrà posizionato in prossimità dell’Arco di Costantino, a sorvegliare una delle zone a più alta densità turistica. La decisione di impiegare i "Puma", che si inserisce nel più ampio quadro della missione, è stata assunta congiuntamente dal Ministero della Difesa e dal Viminale, segnando un’evoluzione nell’impiego dei mezzi militari in ambito di sicurezza urbana.

La reazione politica e il dibattito sulla sicurezza

La visita della presidente Meloni, che ha voluto ringraziare personalmente i militari per "il loro lavoro a difesa della sicurezza dei cittadini", arriva in un momento di acceso dibattito sulle strategie di governo. Le polemiche, che non si sono fatte attendere, hanno toccato anche altri temi scottanti, come la questione della presenza di osservatori internazionali durante le prossime Olimpiadi invernali. Contro le critiche mosse da alcune forze di opposizione, le quali sostengono che "con le ricette di Matteo Salvini in tema di sicurezza" certe procedure di controllo "sarebbero già in Italia", i rappresentanti dell’esecutivo hanno replicato con toni perentori, minimizzando la portata delle contestazioni e definendole pretestuose.

Una scelta simbolica e operativa

L’immagine dei militari del Savoia Cavalleria, con i loro berretti amaranto, affiancati dalla premier davanti alla mole dei blindati, trascende la semplice cronaca di un sopralluogo. Essa rappresenta, piuttosto, la volontà di marcare con forza la continuità e anzi l’irrobustimento di una scelta precisa in materia di ordine pubblico, quella di un presidio visibile e tangibile delle Forze Armate in supporto alle tradizionali forze di polizia. Una scelta che, stando alle dichiarazioni odierne, non conoscerà flessioni ma al contrario verrà consolidata, facendo dei "Puma" schierati a Termini e al Colosseo il simbolo di una sicurezza che si vuole "blindata" contro ogni minaccia e contro ogni interpretazione di segno contrario.

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