Obbligazioni subordinate, un mercato da 400 miliardi con rendimenti fino al 6%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il segmento delle obbligazioni subordinate, un tempo considerato di nicchia, ha ormai assunto una dimensione matura e significativa nel panorama finanziario europeo, con un ammontare complessivo che supera i 400 miliardi di euro e centinaia di emissioni diverse. Emesse principalmente da banche e compagnie di assicurazioni, questi strumenti di debito, sebbene caratterizzati da un profilo di rischio più elevato rispetto ai bond tradizionali, continuano a proporre rendimenti interessanti, che possono toccare anche la soglia del 6% per le scadenze vicine, come nel caso di alcuni bond in scadenza nel 2026.

L’expertise consolidata di Banor

In questo contesto, si distingue l’esperienza di Banor, che ha sviluppato una competenza specifica nei subordinati finanziari, un settore in cui investe ininterrottamente a partire dal 2011. La società ha recentemente perfezionato e racchiuso in un veicolo dedicato, la Aristea Sicav Financial Capital, tre anni di track record della sua strategia di investimento, che si focalizza in modo particolare sulle obbligazioni subordinate emesse da entità europee.

L’acquisizione di Merck nel settore biotech

Parallelamente, nel campo delle biotecnologie, la multinazionale Merck ha annunciato l’acquisizione dell’americana Cidara, mossa strategica che punta a integrare nel proprio portafoglio il trattamento CD388, attualmente in sviluppo per la prevenzione dell’influenza. Il farmaco, che ha appena avviato la fase finale di sperimentazione clinica, gode dello status di “terapia rivoluzionaria”; condizione, questa, che dovrebbe garantirle un iter regolatorio accelerato verso l’approvazione e la successiva commercializzazione. Non trattandosi di un vaccino, il suo meccanismo d’azione non dipende dalla risposta del sistema immunitario, il che costituisce un vantaggio potenziale non trascurabile per quelle fasce di popolazione, come neonati, anziani e soggetti immunodepressi, che presentano difese immunitarie più fragili.

Il contesto dei titoli di Stato e il mercato corporate

Sul versante più tradizionale del reddito fisso, i titoli di Stato si apprestano a chiudere un anno sostanzialmente positivo, nonostante le preoccupazioni che in passato hanno circondato, ad esempio, il Treasury statunitense. Un investitore in dollari, in particolare, ha potuto beneficiare di rendimenti globali che si sono attestati intorno al 6 per cento, un dato che smentisce le previsioni più pessimistiche e che conferma l’utilità di questi strumenti all’interno di un portafoglio diversificato. A novembre, intanto, il mercato primario delle obbligazioni corporate ha registrato un’attività insolitamente robusta, con volumi di emissione che hanno superato le attese degli analisti. Tale dinamica, che in un mese tradizionalmente poco vivace è stata amplificata dal consistente ingresso di emittenti statunitensi, appare legata alla necessità di diversificare sul mercato dei capitali in euro gli ingenti investimenti connessi allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

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