Berrettini batte Wawrinka agli Us Open e denuncia: "Mio fratello minacciato di morte dagli scommettitori al Roland Garros"
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Redazione Sport
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L'esordio di Matteo Berrettini agli Us Open di New York, che lo ha visto trionfare in tre set su Stan Wawrinka, è stato subito offuscato da una rivelazione inquietante. Al termine dell'incontro, valido per il primo turno del torneo, il tennista romano ha raccontato un episodio di gravità estrema, risalente allo scorso giugno, quando suo fratello Jacopo ricevette minacce di morte via telefono durante il Roland Garros, con l'obiettivo di condizionare il risultato delle partite.
La vittoria su Wawrinka e l'addio agli Slam dello svizzero
Sul campo del Flushing Meadows, Berrettini, numero 43 del mondo, ha concesso il bis dopo il successo di Wimbledon, eliminando lo svizzero Stan Wawrinka con un secco 7-6, 7-6, 6-0. Per il 41enne di Losanna, alla sua ultima apparizione in un torneo del Grande Slam, si è trattato dell'ultimo atto di una carriera leggendaria che lo ha visto trionfare proprio a New York dieci anni fa.
Il pubblico della Grandstand ha tributato una standing ovation al campione svizzero, visibilmente commosso, che ha ricevuto un video celebrativo e i calorosi saluti del suo avversario. Lo stesso Berrettini, dopo aver abbracciato Wawrinka, ha chiesto al pubblico di applaudirlo, rinunciando a esultare per la vittoria e cedendo il testimone a un campione che ha definito una "leggenda del nostro sport".
La denuncia sulle minacce ricevute a Parigi
A gettare un'ombra sulla serata newyorkese è stata però la conferenza stampa del tennista azzurro. Sollecitato da una domanda sul nuovo sponsor del torneo legato al mondo delle scommesse, Berrettini ha rivelato un episodio inquietante che lo ha coinvolto personalmente. Lo scorso giugno, durante il Roland Garros, suo fratello Jacopo avrebbe ricevuto sul cellulare dei messaggi di minaccia chiari e terrorizzanti: "Matteo è scarso. Se non gli dici di perdere, uccideremo la tua famiglia".
Un ricatto che mirava a condizionare l'esito dell'incontro, una pratica, questa, che sembra essere sempre più diffusa nel circuito tennistico.
Il fenomeno delle minacce nel tennis e la richiesta di tutela
Il giocatore romano ha voluto sottolineare come episodi del genere non siano isolati, citando anche il caso di una tennista italiana che avrebbe ricevuto minacce simili a Indian Wells. Per quanto lui e suo fratello, che sono adulti, abbiano saputo gestire la situazione e abbiano subito segnalato tutto all'ATP fornendo i numeri di telefono dei molestatori, Berrettini ha espresso forte preoccupazione per i giovani atleti e le tenniste.
Secondo il suo racconto, il problema è dilagante e riguarda in particolare i tornei Challenger, dove il controllo sugli spettatori è minore e non è raro che ci siano persone che disturbano i giocatori per ragioni legate alle scommesse e non allo sport. Il tennista, che ha dichiarato di non aver mai scommesso in vita sua, ha infine lanciato un appello affinché venga creata una struttura più forte, un comitato dedicato alla protezione dei giocatori, per garantire un ambiente più sicuro a tutti i protagonisti del tennis professionistico.
L'avversario al secondo turno
Berrettini, nel frattempo, è già proiettato al prossimo impegno. Al secondo turno degli Us Open, se la vedrà con l'argentino Mariano Navone, numero 49 del ranking ATP, che al primo turno ha sorprendentemente eliminato il serbo Novak Djokovic, quarto favorito del seeding.
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