Novo Nordisk cade a Copenaghen, il piano al 2030 non convince il mercato

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Le azioni di Novo Nordisk hanno chiuso la seduta in netto calo alla Borsa di Copenaghen, il giorno in cui il management del gruppo farmaceutico danese ha presentato a Londra, in occasione del Capital Markets Day, le proprie ambizioni strategiche al 2030. Il titolo ha perso fino a quasi l'8% nelle prime battute, scivolando a 260 corone, il livello più basso da aprile, per poi limare parte delle perdite nel corso della giornata pur restando ampiamente in territorio negativo.

Gli obiettivi presentati agli investitori

La società ha illustrato un piano che prevede, tra il 2026 e il 2030, una crescita annua composta dei ricavi in linea con quella dei concorrenti del settore, con un margine operativo rettificato atteso sostanzialmente stabile. Novo Nordisk punta a lanciare più di cinque farmaci con potenziale da multi-blockbuster entro il 2030 e a generare oltre 150 miliardi di corone danesi di vendite dalla pipeline entro il 2035, un obiettivo quest'ultimo corretto per il rischio.

Il gruppo prevede inoltre almeno cinque programmi di Fase 3 nelle aree dell'obesità e del diabete e altrettanti in altre aree terapeutiche, con l'obiettivo di servire più di 60 milioni di pazienti a livello globale entro la fine del decennio.

Il nodo della scadenza brevettuale

A pesare sul sentiment degli investitori è soprattutto la cosiddetta "patent cliff" del semaglutide, il principio attivo di Ozempic e Wegovy, i cui brevetti chiave inizieranno a scadere negli Stati Uniti e in Europa a partire dal 2031-2032. L'amministratore delegato Mike Doustdar ha definito la questione "l'elefante nella stanza", riconoscendo che il gruppo non sottovaluta "né la perdita di esclusività né le sfide che ne derivano, come la pressione sui prezzi".

Doustdar ha spiegato che l'obiettivo è superare la fase di perdita dell'esclusività "come un'azienda più grande di quella attuale e in una versione molto più diversificata".

Le reazioni degli analisti

Secondo Jefferies, che ha confermato la raccomandazione "mantenere" riducendo il prezzo obiettivo da 285 a 275 corone, gli obiettivi finanziari presentati indicano una direzione ma risultano inferiori al consensus per il 2030: il management punta a una crescita annua composta nella parte centrale di un intervallo a una cifra, contro circa il 6% atteso dal mercato.

La banca d'investimento americana ha anche espresso riserve sul livello effettivo di diversificazione della pipeline, che resta molto esposta al mercato dell'obesità, e sulla pipeline cardiovascolare, dove i meccanismi esplorati comportano un rischio clinico significativo. AlphaValue ha dal canto suo rilevato che la direzione non ha comunicato un tasso di crescita assoluto a medio termine e che la necessità di diversificazione resta pressante.

Il confronto con la concorrenza

Il gruppo danese, che nel 2024 era arrivato a superare i 1.000 dollari di capitalizzazione per azione e a valere più di 500 miliardi di euro, ha visto il proprio titolo precipitare di quasi il 75% rispetto ai massimi storici. La società ha perso la leadership nel mercato dei farmaci per l'obesità a vantaggio della statunitense Eli Lilly, che negli ultimi due anni ha più che raddoppiato il proprio valore di mercato, arrivando a sfiorare i 940 miliardi di euro.

Novo Nordisk ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con vendite rettificate in crescita del 7% a cambi costanti e un utile operativo rettificato in aumento dell'11%, ma ha rivisto al ribasso le aspettative per l'intero anno, prevedendo una variazione delle vendite rettificate tra lo 0% e il -6%.

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