Conte e il Napoli, la festa scudetto e i dubbi sul futuro: De Laurentiis lo implora, ma la decisione è sospesa
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Redazione Sport
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Non era mai successo, neppure ai tempi di Corrado Ferlaino – presidente di più lunga milizia – e neanche con Diego Armando Maradona, l’eroe che trasformò in leggenda una squadra e una città. Due scudetti in tre stagioni: Aurelio De Laurentiis, romano di origini torresi, ha centrato l’obiettivo alla vigilia dei 76 anni, regalandosi un compleanno indimenticabile. Ventun anni dopo l’acquisto del Napoli, nel momento più drammatico della sua storia – il fallimento decretato dal tribunale nell’agosto del 2004 – il patron ha scritto un altro capitolo trionfale.
«Questo scudetto l’abbiamo voluto, premeditato», ha dichiarato De Laurentiis a SportMediaset, soffermandosi sul ruolo decisivo di Antonio Conte. «Sono andato a convincerlo a novembre, dopo averlo frequentato anni fa alle Maldive e aver capito che era un uomo vincente». Quell’abbraccio tra i due, immortalato dopo la vittoria contro il Cagliari che ha consegnato il quarto titolo alla squadra, non era solo un gesto di circostanza. «Io e Conte siamo due vincenti», ha aggiunto il presidente, che ora si prepara a una notte di festa e lacrime, con i giocatori in pullman scoperto per le strade di Napoli.
Ma tra i cori e i fuochi d’artificio, resta un interrogativo pesante: Conte resterà? Il tecnico salentino, architetto di questa cavalcata, non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro. «Pregherò Conte di rimanere», ha ammesso De Laurentiis a Rai Sport, «ma non lo posso costringere se il suo richiamo è da un’altra parte». Una scelta che, qualunque sia, segnerà l’inizio di una nuova era. Perché se è vero che il Napoli – «straordinario», come lo definisce il presidente – ha dimostrato di saper vincere, è altrettanto chiaro che senza Conte il progetto dovrebbe ripartire da capo.




