La Sapienza di Roma prima al mondo per studi classici, l'Italia brilla nelle classifiche QS 2025

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Università La Sapienza di Roma si riconferma, per il quinto anno consecutivo, la migliore al mondo per gli studi classici, secondo il report QS World University Rankings by Subject 2025. Con un punteggio di 99.1 nella categoria «Classics and Ancient History», l’ateneo romano non solo mantiene il primato globale, ma si distingue anche a livello nazionale, posizionandosi al 40esimo posto per «Arts & Humanities» e al 61esimo per «Natural Sciences». Un risultato che, oltre a consolidare il prestigio accademico della Sapienza, sottolinea l’eccellenza del sistema universitario italiano in ambito internazionale.

La classifica QS, giunta alla sua quindicesima edizione, analizza oltre 1.700 università in 100 Paesi, valutandole in 5 macroaree di studio e 55 discipline accademiche. L’Italia, nel complesso, si piazza al settimo posto, dimostrando una competitività che va oltre i confini nazionali. Tra gli atenei che hanno fatto registrare progressi significativi c’è l’Università della Calabria (Unical), che raddoppia le sue aree di eccellenza: oltre a confermare la presenza in Chimica, entra nella classifica con Matematica e Scienze dei Materiali, e migliora il suo posizionamento in Computer Science. Un balzo in avanti che riflette l’impegno dell’ateneo calabrese nel potenziare la ricerca e l’innovazione.

Il successo della Sapienza, tuttavia, non è solo un fatto numerico. L’ateneo romano, fondato nel 1303, rappresenta un punto di riferimento per la formazione umanistica e scientifica, attirando studenti e ricercatori da tutto il mondo. La sua leadership negli studi classici, in particolare, è frutto di una tradizione accademica che affonda le radici nella storia stessa della città, dove l’antichità greca e romana è parte integrante del tessuto culturale. Non a caso, la classifica QS premia non solo la qualità della ricerca, ma anche la reputazione accademica, l’impatto delle pubblicazioni e la capacità di attrarre talenti internazionali.

Mentre la Sapienza consolida il suo primato, altri atenei italiani cercano di ritagliarsi uno spazio nelle classifiche globali. L’Unical, ad esempio, rappresenta un caso emblematico di come un’università del Sud Italia possa competere a livello internazionale, investendo in aree strategiche come le scienze dure e l’informatica. Un segnale positivo per un Paese che, nonostante le difficoltà strutturali del sistema universitario, continua a produrre eccellenze.

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