L’addio al nubilato a Mykonos e la morte di Sara Ceccantini, la polizia greca al lavoro su due diverse dinamiche
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Redazione Interno
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La telefonata al compagno Luca, gli ultimi istanti di felicità spensierata, poi la notte che si trasforma in tragedia lungo le strade di Mykonos. È il racconto di quei pochi minuti che precedono lo schianto – quelli in cui Sara Ceccantini, 39 anni, originaria di Arezzo, parla con l'uomo che avrebbe dovuto sposare tra pochi giorni – a restituire la dimensione di un dolore improvviso e devastante, tanto che lo stesso compagno, Luca, ha dichiarato ai media di aver sentito il mondo crollargli addosso alla notizia dell'incidente.
La donna, che si trovava sull'isola delle Cicladi per festeggiare il suo addio al nubilato insieme ad alcune amiche, ha perso la vita nella notte tra domenica 14 e lunedì 15 giugno, in uno scontro che ha coinvolto due automobili e che ora vede al lavoro la polizia greca per cercare di ricostruire l'esatta dinamica.
Sara Ceccantini, 39 anni e madre di una bambina di tre anni e mezzo, viaggiava a bordo di una Peugeot a noleggio, occupando il sedile posteriore insieme ad altre tre amiche.
Secondo le prime informazioni, l'impatto con l'altro veicolo coinvolto – una Volkswagen – è avvenuto nella zona di Argyrena, lungo la strada provinciale che collega Chora ad Ano Mera, e avrebbe interessato il lato posteriore destro della Peugeot, proprio quello in cui si trovava la vittima. Una delle amiche che viaggiava con lei ha riportato ferite gravissime ed è stata trasferita in un ospedale di Atene, dove è ricoverata in terapia intensiva ma, secondo quanto riferito, sarebbe vigile e cosciente.
I fermati e gli esami sui conducenti
Le autorità elleniche hanno proceduto al fermo dei due conducenti delle auto coinvolte: da una parte il cittadino greco alla guida della Volkswagen, dall'altra l'uomo alla guida della Peugeot, un italiano che faceva parte del gruppo di amici della vittima. Per entrambi gli automobilisti sono stati disposti tutti gli accertamenti tossicologici di rito, e la portavoce della polizia greca, Konstantia Dimoglidou, ha confermato all'emittente statale Ert che i test non hanno evidenziato tracce di consumo di alcol.
Un elemento significativo, che esclude una delle ipotesi inizialmente circolate ma che non chiarisce ancora le cause dello schianto, sulle quali ora gli inquirenti sono chiamati a fare piena luce.
Le due ricostruzioni al vaglio degli inquirenti
La complessità del caso risiede proprio nelle due diverse ricostruzioni della dinamica che sono emerse in queste ore, entrambe al vaglio della polizia greca. Secondo una prima ipotesi, riportata dai media locali, l'incidente sarebbe avvenuto poco dopo la mezzanotte: la Peugeot sulla quale viaggiava la comitiva italiana avrebbe effettuato un'inversione di marcia a U in un tratto di strada delimitato da doppia linea continua, venendo quindi centrata dall'auto che sopraggiungeva nella direzione opposta.
Esiste tuttavia una seconda e differente versione dei fatti, riferita da un testimone intervistato dall'emittente Live News, che descrive uno scenario radicalmente diverso: in questo caso, a perdere il controllo della propria vettura sarebbe stato il conducente della Volkswagen, che avrebbe urtato la Peugeot con il gruppo di italiane. A seguito di questo primo impatto, la Peugeot sarebbe stata sbalzata in un'area privata, andando a cozzare contro un pick-up che si trovava parcheggiato.
Le indagini in corso e il dolore della famiglia
La polizia stradale greca sta ora completando gli accertamenti tecnici sui veicoli, raccogliendo ulteriori testimonianze e analizzando ogni elemento disponibile per stabilire con certezza la sequenza esatta degli eventi, che porterà alla determinazione delle eventuali responsabilità.
La salma di Sara Ceccantini si trova ancora in Grecia, dove sono in corso gli esami medico-legali – tra cui l'autopsia – che dovranno essere completati prima di poter rilasciare il nullaosta per il rimpatrio in Italia; al momento non è stata fissata una data ufficiale per il trasferimento della salma. Sul posto sono già giunte la sorella della vittima e la suocera, mentre il compagno Luca è rimasto ad Arezzo per accudire la figlia.
Le nozze, che avrebbero dovuto celebrarsi sabato 20 giugno, hanno lasciato il posto a un lutto che ha profondamente scosso la comunità locale: il testimone di nozze, per sostenere la famiglia in questo momento drammatico, ha avviato una raccolta fondi che ha già raccolto oltre 33.000 euro.




