Fastweb e Starlink, via al test della rete satellitare Direct to Cell sugli smartphone in Italia
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Redazione Salute
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La copertura mobile nelle aree più impervie del Paese sta per compiere un salto tecnologico di rilievo: Fastweb+Vodafone ha annunciato l'avvio di una sperimentazione in collaborazione con Starlink per testare la tecnologia Direct to Cell. Si tratta del primo progetto di questo tipo realizzato in Italia, e l'obiettivo è quello di portare la connettività satellitare direttamente sugli smartphone 4G, senza la necessità di ricorrere a terminali specializzati o antenne aggiuntive.
La prova, che si svolgerà in una zona dell'Appennino centrale, rappresenta un banco di prova fondamentale per valutare l'integrazione tra le infrastrutture di rete mobile dell'operatore e la costellazione di satelliti in orbita bassa di SpaceX.
Come funziona la tecnologia Direct to Cell
Il principio di funzionamento del Direct to Cell è, da un punto di vista tecnico, piuttosto innovativo. Invece di fare affidamento esclusivamente sulle torri di ripetizione a terra, il sistema utilizza i satelliti Starlink posizionati a circa 360 chilometri di altitudine, i quali agiscono come delle vere e proprie antenne nello spazio. Ogni satellite è equipaggiato con un modem che replica le funzionalità di una stazione radio base cellulare, permettendo così di ricevere il segnale direttamente dai normali dispositivi mobili.
Questo approccio, che sfrutta l'orbita terrestre bassa per ridurre la latenza, è pensato per entrare in funzione in modo automatico e trasparente per l'utente: quando lo smartphone perde il segnale della rete terrestre 4G o 5G, la connessione passa al satellite senza che sia necessario alcun intervento manuale da parte dell'utilizzatore.
L'area del test e gli obiettivi della sperimentazione
La scelta dell'Appennino centrale come area di test non è certo casuale: si tratta di una regione caratterizzata da un'orografia complessa e da una bassa densità abitativa, fattori che rendono economicamente poco vantaggiosa la costruzione di nuove infrastrutture di rete terrestri.
La sperimentazione, che per ora resta confinata a una fase tecnica riservata agli addetti ai lavori, servirà a verificare la continuità del servizio in condizioni reali e a valutare l'effettiva capacità del sistema di estendere la copertura mobile in quei "vuoti" di segnale che ancora oggi rappresentano un problema per residenti e viaggiatori.
Durante questa fase, gli smartphone compatibili potranno utilizzare alcune applicazioni specifiche, come l'invio di SMS e MMS, nonché servizi di messaggistica e mappe come WhatsApp e Google Maps, che sono stati indicati come esempi di app abilitate alla nuova tecnologia.
Le dichiarazioni e lo scenario attuale
L'accordo è stato accolto con favore da entrambe le parti coinvolte: Stephanie Bednarek, vice president of Commercial Sales di SpaceX, ha sottolineato come Starlink Mobile stia trasformando il concetto di connettività nelle aree remote, mentre Marco Raimondi, head of B2c products di Fastweb+Vodafone, ha ribadito l'obiettivo dell'azienda di contribuire alla digitalizzazione del Paese, posizionandosi all'avanguardia dell'innovazione nel settore delle telecomunicazioni.
È importante notare, tuttavia, che si tratta ancora di una fase sperimentale: al momento non sono state comunicate né una data per un eventuale lancio commerciale, né le tariffe o l'elenco completo degli smartphone supportati. Il progetto, nato dopo la fusione tra Fastweb e Vodafone Italia (avvenuta a inizio 2026), si inserisce in una più ampia strategia per ridurre il divario digitale, utilizzando la costellazione satellitare come complemento, e non come sostituto, delle tradizionali reti mobili terrestri.




