L'eclissi totale di luna di settembre tinge il cielo di rosso
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’evento astronomico più atteso dell’anno, l’eclissi totale di Luna, ha incantato i cieli di tutto il mondo domenica 7 settembre, regalando uno spettacolo che, seppur non rarissimo, non manca mai di affascinare per la sua potenza suggestiva. L’allineamento perfetto tra Sole, Terra e Luna ha creato le condizioni per cui il nostro satellite, entrando completamente nel cono d’ombra del nostro pianeta, si è tinto di quel caratteristico colore rosso scuro che le è valso il soprannome popolare di “luna di sangue”. Questo particolare effetto cromatico, come spiegano gli esperti, è un diretto prodotto dell’atmosfera terrestre: essa, infatti, agisce come un prisma, filtrando la luce solare e deviando principalmente le lunghezze d’onda del rosso verso la Luna, che le riflette a sua volta.
Dall’Italia, dopo tre anni di attesa – l’ultima eclissi totale visibile risaliva infatti al maggio del 2022 –, molti hanno alzato gli occhi al cielo nonostante le condizioni meteorologiche non sempre ottimali, come a Parma dove le nuvole hanno parzialmente ostacolato la vista. L’evento, iniziato in tarda serata, ha offerto il suo apice poco dopo le 21, quando il disco lunare è apparso completamente oscurato e immerso nella tipica tonalità ramata. La prossima opportunità di assistere a un simile fenomeno dal nostro Paese non si presenterà prima della fine del 2028, un lasso di tempo che conferisce a ogni sua apparizione un carattere di unicità.
La storia, del resto, è testimone di come le eclissi lunari abbiano da sempre influenzato le vicende umane, talvolta in modi decisamente pratici. Un episodio celebre, riportato dalle cronache, è quello di Cristoforo Colombo che, nel 1504, si trovò bloccato in Giamaica con le sue navi e con gli equipaggi in crescente difficoltà per la carenza di viveri. L’esploratore, avendo previsto il verificarsi di un’eclissi totale consultando le effemeridi astronomiche, sfruttò la propria conoscenza a proprio vantaggio: minacciò gli abitanti locali di “far sparire la Luna” se non gli avessero fornito rifornimenti. Quando il fenomeno si verificò, la credenza nel suo potere soprannaturale divenne tale che gli indigeni, impressionati, accettarono le sue richieste.




