La Juve tra passione e il pensiero di Tudor: un male d’amore in un mare d’amore
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Redazione Sport
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Alla fine è tutta una questione d’amore. Sì, anche di milioni, ma i tifosi – romantici per definizione – ieri hanno compiuto una di quelle follie che solo gli innamorati sanno fare: riempire lo Stadium sotto un sole cocente, con 37 gradi che ne sembravano 39, per un’amichevole tecnicamente inutile. Eppure, l’abbraccio alla squadra è stato totale, un gesto di fiducia che va oltre il risultato, un rito collettivo in cui si mescolano speranze e identità.
Tra i protagonisti della serata, però, c’è stato chi ha ricevuto un messaggio chiaro, netto, senza possibilità di fraintendimenti. Dusan Vlahovic, nonostante il gol, è stato fischiato. Se in passato c’era ancora spazio per dubbi, ora la frattura con la curva appare insanabile. Quell’idillio nato nel gennaio 2022, quando il serbo sembrava l’erede naturale di Cristiano Ronaldo, si è consumato. I tifosi, che allora lo osannavano pur di non vedere arrivare Romelu Lukaku, oggi gli voltano le spalle, indifferenti persino alla sua firma sul tabellino.
Sul campo, intanto, Douglas Luiz – fresco acquisto – ha raccolto applausi al primo gol in bianconero, mentre Tudor, dall’alto della sua nuova panchina, ha ringraziato i 28.102 presenti: «Benvenuti a casa nostra. Essere qui con questo caldo significa amore». Poi, quasi a stemperare le tensioni, ha aggiunto: «Dispiace per i fischi a Vlahovic, è un ragazzo che si allena sempre al massimo». Parole che, però, difficilmente cambieranno il vento




