Italia sotto minaccia nubifragi: regioni a rischio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nubifragi sarà la parola più ripetuta nei prossimi giorni, quando i residui di almeno due uragani tropicali raggiungeranno l’Italia. Tuttavia, precisiamo subito: nessun uragano toccherà l’Italia, e il termine “ciclone” in italiano si riferisce a una area ciclonica, ossia a una zona di bassa pressione, non a un ciclone tropicale o a un uragano. Va anche detto che nei prossimi giorni, nei mari italiani, potrebbe formarsi una bassa pressione isolata dalle correnti principali, dando origine a un medicane, cioè un fenomeno simile agli uragani tropicali, ma senza la stessa intensità distruttiva per quanto riguarda la forza del vento.

Con gli ultimi aggiornamenti, le principali elaborazioni dei modelli meteorologici hanno confermato una situazione già critica per quanto riguarda il ciclone in formazione nella seconda metà della settimana. In particolare, cresce la preoccupazione per le regioni del Sud Italia, che potrebbero essere il bersaglio principale di questo sistema perturbato. Secondo le previsioni, il ciclone si svilupperà tra giovedì e venerdì nel Mar Tirreno, ma la sua traiettoria rimane ancora incerta e potrebbe subire ulteriori modifiche nei prossimi giorni.

Ci siamo, con il meteo che si appresta a peggiorare dopo la parentesi più stabile legata all’anticiclone subtropicale. Nei prossimi giorni una perturbazione entrerà in scena sul Mediterraneo, riportando il maltempo autunnale. L’Ottobrata si conclude quindi poco dopo il suo inizio. I flussi africani che precedono la perturbazione hanno portato la colonnina di mercurio sino a picchi di 34 gradi in Sardegna ed oltre 30 gradi anche in Sicilia. Tre vortici dall’Atlantico, i resti dell’uragano, il rischio Medicane: molti giorni di piogge torrenziali sull'Italia. Le previsioni – Fine della tregua, l’autunno torna ad accelerare: ci aspettano molti giorni di piogge, nubifragi e possibili criticità in molte regioni d’Italia, anche se le mappe meteo sono in continua evoluzione e sarà importante seguire gli aggiornamenti (e le allerte della Protezione civile) per capire l’evoluzione nei dettagli.

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