Stefano De Martino sarà il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2027

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notizia, che nelle ultime settimane aveva alimentato illazioni e indiscrezioni, trovando persino spazio in una gag telefonica di Fiorello poi prontamente smentita dal diretto interessato, ha avuto la sua consacrazione ufficiale nel tempio stesso della musica leggera italiana. È accaduto durante la serata conclusiva dell'edizione in corso, quando Carlo Conti, padrone di casa e direttore artistico uscente, ha lasciato il palco dell'Ariston per addentrarsi nella platea e porre una mano sul cuore di Stefano De Martino, suggellando un passaggio di testimone inedito per la storia della kermesse. Mai, prima d'ora, il nome del successore era stato rivelato in diretta nazionale, trasformando l'annuncio in un ulteriore pezzo di spettacolo nell'ambito di una finale già densa di emozioni e di attesa per il verdetto canoro. Il conduttore di Affari tuoi, visibilmente sorpreso dall’investitura benché nell’ambiente se ne parlasse da tempo, ha raccolto l’eredità con un misto di gratitudine e determinazione, sottolineando come il gesto di Conti rappresenti un atto di generosità tutt’altro scontato e promettendo, con la sua tipica filosofia, di mettersi subito al lavoro a testa bassa.

L’uomo scelto dalla Rai per guidare il Festival nel 2027 porta con sé un bagaglio professionistico che affonda le radici nella disciplina della danza, quella stessa che, appresa al Broadway Dance Center di New York grazie a una borsa di studio vinta nel 2007, gli ha insegnato il rigore della scena e la fatica del palcoscenico. Da quel periodo americano, in cui ha collaborato con coreografi di fama e danzato con il Complexions Contemporary Ballet in tournée internazionali, De Martino ha poi riversato la sua fisicità e il suo tempismo nel mondo della televisione. L’approdo ad Amici di Maria De Filippi nel 2009, prima come concorrente e poi come ballerino professionista, gli ha aperto le porte del piccolo schermo, ma è stato il passaggio in Rai a segnare una svolta decisiva nella sua carriera di intrattenitore. La conduzione di Made in Sud su Rai 2, e soprattutto quella di Stasera tutto è possibile e del suo creativo Bar Stella, ne hanno cesellato le capacità, affinandone la verve comica e la padronanza del mezzo, dimostrando come quel ballerino fosse in grado di diventare uno showman completo.

Il vero salto di qualità, quello che lo ha proiettato nell’olimpo dei volti più amati e seguiti del servizio pubblico, è però coinciso con l’approdo alla guida di Affari tuoi su Rai 1 nel settembre del 2024. Sostituire Amadeus, reduce da successi clamorosi e artefice di una conduzione ormai storica del programma dell’access prime time, rappresentava una scommessa rischiosa, una sfida che molti davano per perdente in partenza. E invece De Martino, con uno stile calibrato che alcuni critici hanno definito di “medietà” virtuosa, nel senso aristotelico del termine, ha saputo rendere il programma un appuntamento fisso per milioni di italiani, superando spesso i sei milioni di spettatori con share intorno al trenta per cento e consolidando il format in una fascia oraria strategica per la rete. Questo successo, costruito serata dopo serata con una naturale empatia nei confronti dei concorrenti e un ritmo misurato ma incalzante, lo ha reso, agli occhi dei vertici di viale Mazzini, il nome naturale su cui puntare per il dopo-Conti.

La scelta di affidargli anche la direzione artistica, oltre alla conduzione, implica una fiducia totale nelle sue capacità di lettura del panorama musicale e di gestione di una macchina complessa come quella sanremese. Del resto, che l’opzione per il Festival fosse contemplata nel suo contratto con la Rai era un particolare che circolava con insistenza negli ambienti televisivi, quasi una clausola implicita in un accordo che lega l’azienda al suo volto più luminoso del momento. Con i suoi trentasei anni e una carriera che dal 2009 si è sviluppata prevalentemente sulle reti di Stato, De Martino rappresenta una scommessa sul ricambio generazionale, un profilo giovane ma già solido, capace di unire la leggerezza dell’intrattenitore alla sostanza di chi il palcoscenico lo ha letteralmente sudato. Adesso, davanti a sé, ha un anno di tempo per prepararsi, per studiare, per immaginare la sua personalissima visione di un Festival che, nella sua lunga storia, non era mai stato annunciato in questo modo così plateale e, per certi versi, rivoluzionario.

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