Pensioni 2025, incentivi per chi resta
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Redazione Economia
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La Legge di Bilancio 2025, attualmente in fase di discussione, si presenta come un documento complesso e articolato, con misure che mirano a contenere la spesa pubblica e a incentivare la permanenza al lavoro. Nonostante il quadro economico generale in crescita, il Governo ha deciso di mantenere una linea di prudenza, confermando la necessità di ridurre il deficit. Tra le misure previste, spiccano gli incentivi fiscali per chi decide di restare al lavoro, un tentativo di alleggerire il peso delle pensioni sui conti dello Stato.
Per quanto riguarda le pensioni anticipate, la manovra non introduce novità sostanziali, ma proroga gli interventi di flessibilità già previsti per il 2024. In particolare, vengono confermati per il 2025 l'Ape sociale, la Quota 103 e l'Opzione donna, con le stesse restrizioni e modalità già in vigore. Queste agevolazioni, sebbene abbiano rappresentato un aggravio per i conti dell'Inps, sono state ritenute necessarie per garantire una certa flessibilità in uscita dal mondo del lavoro.
Parallelamente, il Governo sta valutando nuove regole per posticipare l'età di pensionamento dei dipendenti pubblici. Attualmente, chi lavora per lo Stato deve andare in pensione obbligatoriamente a 65 anni, se ha raggiunto i requisiti contributivi previsti, mentre l'uscita è possibile a 67 anni per il settore privato. Le nuove misure mirano a ritardare il pensionamento dei dipendenti pubblici, senza però modificare l'età pensionabile, offrendo incentivi economici per chi decide di rimanere al lavoro oltre i limiti attuali.
In questo contesto, si inserisce anche la questione delle accise sui carburanti. È in arrivo un decreto per riordinare le famigerate accise, ma senza aumenti per l'autotrasporto, un settore già fortemente penalizzato dagli alti costi operativi.




