Temporali e grandine sull’Italia, poi l’anticiclone porta afa e nuovi rovesci per la festa del 2 giugno
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Redazione Interno
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L’anticiclone subtropicale, che nelle scorse settimane aveva saldamente ancorato le sue radici sul bacino del Mediterraneo, ha subìto un temporaneo cedimento. Infiltrazioni di correnti più umide in discesa dal Nord-Europa sono riuscite a insinuarsi nei suoi margini, innescando – a partire da giovedì – una fase di marcata instabilità. Un processo, questo, che ha dato vita a rovesci e temporali, localmente anche di forte intensità, con conseguenti grandinate che non hanno risparmiato il territorio nazionale.
Particolarmente colpite, soprattutto tra la serata di ieri e le prime ore di questa mattina, le regioni del versante tirrenico e quelle centro-settentrionali: si segnalano fenomeni in atto su Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio, mentre il quadro meteorologico mostra ancora segni di irrequietezza in diverse aree della Pianura Padana.
L’evoluzione del quadro meteorologico e le zone più esposte
L’analisi dei modelli previsionali indica che questa fase di relativo frescura, percepita soprattutto dopo i picchi di caldo record dei giorni scorsi, è destinata a esaurirsi rapidamente. Nelle prossime ore, infatti, lo sviluppo di nuovi temporali interesserà in modo specifico la Pianura Padana, con un focus particolare sull’Emilia e sui settori di Nord-Ovest, per poi estendersi alla Liguria e alla Toscana. Tuttavia, secondo gli esperti di iLMeteo.
It, si tratta di una fase transitoria: i fenomeni più intensi sono attesi proprio in queste ore, mentre nel corso del weekend l’alta pressione subtropicale tenterà un deciso recupero, riportando condizioni di tempo più stabile. Il prezzo da pagare per questo ritorno alla stabilità, spiegano i meteorologi, sarà un sensibile aumento delle temperature e un tasso di umidità destinato a rendere l’aria particolarmente opprimente, soprattutto nel catino padano.
L’allerta della protezione civile e il rischio grandine
Il Dipartimento della Protezione Civile ha tempestivamente emanato un’allerta meteo di colore giallo per la giornata di venerdì 29 maggio, estendendola a cinque regioni: il rischio principale è rappresentato dai contrasti termici, capaci di generare focolai temporaleschi particolarmente violenti. In questo contesto, la grandine – che solo pochi giorni fa, tra il 28 e il 29 maggio, ha flagellato aree della Romagna e del veronese – rappresenta una delle criticità maggiori.
In Veneto, alcuni chicchi avrebbero raggiunto dimensioni paragonabili a quelle di una pallina da tennis, causando non pochi disagi alla viabilità, come nel caso dell’Autostrada del Brennero (A22), dove molti automobilisti hanno preferito fermare i mezzi sotto i cavalcavia per proteggere le carrozzerie. La situazione idrogeologica, complice la saturazione dei terreni e i recenti nubifragi, rimane quindi monitorata con attenzione dagli uffici tecnici regionali.
Il ponte del 2 giugno tra afa e nuovi peggioramenti
Chi sperava di godersi il ponte della Festa della Repubblica all’insegna del bel tempo dovrà probabilmente ricredersi. Il quadro per l’inizio di giugno si presenta variegato: dopo un primo giorno di mese (lunedì 1 giugno) contraddistinto da una temporanea tregua e da condizioni di tempo più asciutto, una nuova perturbazione atlantica si prepara a raggiungere l’Italia. Per martedì 2 giugno, infatti, è previsto un deciso peggioramento che colpirà in particolare tutto il Nord Italia e la Toscana, con rovesci diffusi a partire dal pomeriggio.
In Emilia Romagna, dove la Protezione Civile ha già diramato un’allerta gialla per la giornata di lunedì, si temono temporali di forte intensità che potrebbero interessare dapprima i rilievi centro-occidentali per poi estendersi al resto del territorio, aggravando ulteriormente la situazione dei corsi d’acqua e dei reticoli di bonifica già provati dalle recenti esondazioni.
In sintesi, il caldo farà presto il suo ritorno, ma lo farà accompagnato da un tasso di umidità tale da rendere l’atmosfera elettricamente carica, un mix ideale per la genesi di nuovi e violenti temporali pomeridiani.




