Inter-Parma, la partita che vale lo scudetto: Chivu ha un solo dubbio a centrocampo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Mancano poche ore, poco più di un giro di lancette, e il conto alla rovescia per la festa più attesa dai tifosi nerazzurri è destinato a concludersi. Domani, sul prato di San Siro, l’Inter di Cristian Chivu ospiterà il Parma di Carlos Cuesta con un’occasione storica a portata di mano: quella di cucirsi il ventunesimo scudetto sul petto con ben quattro giornate d’anticipo sulla fine del campionato. Una possibilità concreta, quasi matematica, che deriva dal pareggio strappato sul campo del Torino e che ora consegna alla capolista la necessità di vincere per non dover più aspettare. Per l’ambiente interista, certo, si tratta di rivivere un’emozione antica: l’ultima volta che la squadra di Milano festeggiò il titolo tra le mura amiche, infatti, risaliva a trentasette anni fa, quando un’altra formazione straordinaria dovette vedersela con un certo Maradona. Bruno Pizzul, in quella circostanza, raccontò con voce rotta dall’emozione il tripudio finale, quello che vide persino il fuoriclasse argentino inchinarsi a San Siro davanti alla forza dei nuovi campioni d’Italia.

Il ritorno del Toro e le certezze in attacco

La notizia più rassicurante per Chivu, sulla quale non ci sono più ombre, è il recupero completo del suo attaccante principe. Lautaro Martinez, dopo aver smaltito l’infortunio che lo aveva tenuto ai box, è tornato a disposizione ed è pronto a occupare fin dal primo minuto il suo posto al centro dell’area. Farà coppia con Thuram, una combinazione che non ha certo bisogno di presentazioni, e insieme proveranno a fare breccia nella retroguardia ducale. Un ritorno pesante, quello del Toro, che restituisce alla manovra offensiva nerazzurra quella cattiveria sottoporta vista nelle migliori occasioni stagionali. Nessun ballottaggio, quindi, sul fronte avanzato: la coppia è già scritta, con l’ex Racing Avellaneda chiamato a dare il proprio contributo in una serata che profuma di leggenda personale e collettiva.

L’unico dilemma di Chivu: Sucic o Mkhitaryan in mediana

Se l’attacco non offre più spunti di incertezza, a centrocampo il tecnico nerazzurro si trova invece a dover sciogliere un nodo tattico di non poco conto. Secondo quanto riportato da Sky Sport, l’unico vero dubbio di formazione riguarda la linea mediana, dove Zielinski e Barella – due colonne su cui non si discute – attendono il loro compagno di reparto. La scelta, in questo momento, è ristretta a due candidati: da una parte Sucic, il giovane dal passo lungo e dalla capacità d’inserimento, dall’altra Mkhitaryan, veterano di esperienza e di equilibrio. Al momento, stando alle ultime indiscrezioni, il calciatore armeno risulterebbe favorito per completare il terzetto centrale. Una preferenza, quella per l’ex Roma e Arsenal, che proverrebbe dalla volontà di affidarsi a un piede sicuro e a una lettura delle situazioni collaudata, specialmente in una gara dove la tensione potrebbe giocare brutti scherzi.

I precedenti e il valore dei tre punti in palio

Per il Parma di Cuesta, invece, la trasferta a San Siro rappresenta un banco di prova impegnativo sotto molti aspetti. I ducali, dal canto loro, arrivano con l’ambizione di rovinare i piani altrui, nella consapevolezza che fermare la capolista significherebbe riscrivere il copione di una serata già ampiamente scritta nell’immaginario collettivo. Dalla parte dell’Inter, però, c’è una statistica eloquente: vincere domani significherebbe chiudere il discorso scudetto senza dover aspettare altre giornate, evitando così calcoli inutili e possibili tensioni. Non servirà aspettare il risultato delle inseguitrici, né fare i conti con la differenza reti. Soltanto la vittoria, secca e diretta, potrà innescare la festa. Chivu lo sa, e per questo ha scelto di non lasciare spazio a improvvisazioni: il ritorno di Lautaro è una certezza, il ballottaggio a centrocampo è l’unico vero interrogativo. Il resto, dall’impianto difensivo alla gestione della pressione, è già stato calibrato nei giorni scorsi. Ora la parola passa al campo, a quei novanta minuti che possono regalare a Milano il tricolore con ancora quattro turni da disputare, esattamente come accadde nell’indimenticabile primavera del 1989.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.