Lazio-Milan, la partita dell'Olimpico è cominciata

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sfida dell'Olimpico tra Lazio e Milan, posticipo serale della ventinovesima giornata di Serie A, è iniziata da pochi minuti e i ritmi, come spesso accade in queste gare, si stanno già alzando dopo un primo, fugace, studio. I padroni di casa, spinti da un tifo che per l'occasione ha risposto presente tornando allo stadio dopo settimane di contestazione, hanno approcciato il match con maggiore aggressività, cercando di mettere subito in difficoltà la retroguardia rossonera. Due sgasate di Isaksen, l'esterno offensivo danese, hanno messo a dura prova Pavlovic, costretto a un paio di chiusure affrettate che per fortuna del Milan non hanno avuto conseguenze. La squadra di Sarri cerca quindi di imporre il proprio gioco, sfruttando la spinta sugli esterni e la qualità tecnica di Zaccagni e dello stesso Isaksen.

Dall'altra parte, il Milan di Massimiliano Allegri, reduce dalla vittoria nel derby e forte di un secondo posto in classifica che fa gola, prova a tenere il possesso per abbassare i ritmi e colpire in ripartenza. L'occasione, per i rossoneri, è ghiotta: il pareggio di ieri dell'Inter contro l'Atalanta, quel derby rubato al Meazza come qualcuno l'ha definito, ha aperto uno spiraglio per riaprire le distanze in vetta, portandosi a meno cinque dalla capolista. Allegri, che deve fare a meno dello squalificato Rabiot, ha affidato le chiavi della mediana a Modric, Fofana e al giovane Jashari, schierato titolare al posto di Ricci. Davanti, la coppia d'attacco è composta da Pulisic e Leao, con Estupinan confermato sulla sinistra dopo il gol decisivo nel derby.

La Lazio, dal canto suo, risponde con un 4-3-3 che vede Motta tra i pali, ormai titolare fisso dopo l'infortunio di Provedel, e una linea difensiva composta da Marusic, Gila, il giovane Provstgaard e Tavares. A centrocampo, la scelta di Sarri è caduta su Dele-Bashiru, Patric e Taylor, con il compito di fare filtro e impostare. In avanti, occhi puntati su Daniel Maldini, grande ex della partita e match winner nell'ultimo turno contro il Sassuolo, supportato da Isaksen e dal capitano Zaccagni. La direzione di gara è stata affidata a Marco Guida, della sezione di Torre Annunziata, arbitro esperto che conosce bene entrambe le formazioni.

La partita si accende, Isaksen colpisce una traversa

Superato il primo scampolo di gara, è la Lazio a rendersi pericolosa in modo più continuo. Al dodicesimo minuto, sugli sviluppi di un'azione manovrata, è ancora Isaksen a trovare la via del tiro dal limite: il suo sinistro, potente e ben indirizzato, si stampa però sulla traversa, negando la gioia del gol al danese e ai tifosi di casa. Il Milan fatica a uscire dalla pressione laziale e quando ci riesce, gli attacchi di Saelemaekers e le sovrapposizioni di Estupinan non trovano precisi riferimenti in area, con l'area biancoceleste che appare molto affollata e ben presidiata dalla coppia Gila-Provstgaard.

La musica non cambia, e la Lazio continua a spingere. Al ventitreesimo minuto, una punizione dalla trequarti mette in area la sfera: Pavlovic svetta di testa e allunga per Estupinan, che da posizione defilata gira verso la porta ma la sfera termina di poco a lato. L'equilibrio, però, sembra reggere solo sulla carta, perché al ventisettesimo minuto il vantaggio biancoceleste arriva, ed è tutto merito di un'azione personale di Isaksen. L'esterno, servito da Marusic sulla destra, si accentra, salta un avversario e calcia rasoterra angolato: il pallone si insacca alla destra di Maignan, che non può nulla. Uno a zero e Olimpico in festa.

Il Milan in confusione, Maldini vicino al raddoppio

Il gol subito sembra avere un effetto straniante sul Milan, che appare in confusione e fatica a riorganizzare le idee. La Lazio, forte del vantaggio, continua a premere e al trentacinquesimo minuto sfiora il raddoppio. Un lancio millimetrico di Taylor libera in corsa Daniel Maldini: l'attaccante, cresciuto nel vivaio rossonero, si presenta davanti a Maignan ma calcia debolmente, consentendo al portiere francese di bloccare senza particolari affanni. Un brivido per la difesa di Allegri, che sembra aver smarrito le distanze e la compattezza mostrata nei precedenti impegni.

La prima frazione di gioco si chiude con il risultato di uno a zero per i laziali, e con l'amaro in bocca per i tifosi rossoneri. Quello a cui si assiste, in questi primi quarantacinque minuti, è uno dei peggiori primi tempi della stagione per il Milan: una prestazione opaca, lontana da quella che ci si aspettava dopo la vittoria nel derby e con le esigenze di classifica attuali, sia in chiave Champions League che per un eventuale assalto al primo posto. Il tecnico livornese dovrà trovare le contromisure per raddrizzare una gara che si sta mettendo in salita, perché l'atteggiamento dei suoi, fino a questo momento, non è stato sufficiente per impensierire la solidità ritrovata della Lazio.

Si riparte senza cambi, il Milan prova a reagire

Il secondo tempo prende il via senza alcun cambio da parte dei due allenatori, che confermano gli stessi ventidue in campo. L'approccio del Milan è più propositivo, come dimostra la prima incursione di Fofana che crossa forte in mezzo, chiusa in angolo dalla difesa laziale. Al quarantottesimo, un'altra sortita offensiva dalla destra vede Saelemaekers cercare il fondo, ma i suoi cross sono ancora imprecisi e l'area laziale continua a essere molto affollata, rendendo difficile qualsiasi inserimento. La strada per riaprire la partita è tutta in salita per i rossoneri, che devono fare i conti con un avversario ben messo in campo e determinato a portare a casa il risultato.

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