Infortunio per Rabiot, il Milan piange: lesione al soleo e stop di un mese

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Un altro colpo, duro e inaspettato, si abbatte sul Milan, che vede svanire un pezzo fondamentale del suo centrocampo proprio nel momento di ripartenza dopo la pausa internazionale. Adrien Rabiot, reduce dalle prestazioni con la Francia, non sarà infatti a disposizione per la trasferta contro la Fiorentina e, stando a quanto emerso dagli accertamenti diagnostici, il suo rientro in campo non è affatto dietro l'angolo. La risonanza magnetica a cui il giocatore si è sottoposto ha infatti evidenziato, con chiarezza, una lesione del muscolo soleo del polpaccio sinistro, lo stesso problema che lo aveva afflitto durante il raduno con la sua nazionale. Una notizia che getta un'ombra preoccupante sui prossimi impegni della squadra rossonera, già costretta a fare i conti con un reparto particolarmente provato dalla cattiva sorte.

L'esito degli esami e i tempi di recupero

La situazione, che nelle scorse ore aveva generato non poca apprensione, ha trovato una sua drammatica conferma negli esiti clinici. Il comunicato ufficiale del club, sebbene asciutto e formale come da prassi, non ha lasciato spazio a interpretazioni ottimistiche: la lesione riscontrata impone un periodo di stop forzato, la cui durata è stimabile, in prima battuta, attorno alle quattro settimane. Il francese, che aveva segnato una rete nella partita contro l'Azerbaigian prima di accusare il dolore, sarà quindi rivalutato dai medici soltanto tra una decina di giorni, un lasso di tempo necessario per monitorare i primi progressi della guarigione. Un evento che, oltre a privare la squadra di un elemento di qualità, riaccende il dibattito sulla gestione dei calciatori da parte delle federazioni nazionali.

La gestione contestata da parte della Francia

A pesare, in questa vicenda, non è soltanto l'infortunio in sé, ma le dinamiche che lo hanno preceduto. Rabiot, dopo aver giocato da titolare e segnato nella prima partita del turno di qualificazione, era rimasto in panchina nell'incontro successivo con l'Islanda; una scelta che, alla luce dei fatti, appare dettata più dalla necessità che da una reale volontà tattica. Le sue condizioni, come si è poi scoperto, non erano affatto risolte e il rientro a Milano non ha fatto che aggravare il quadro, portando alla diagnosi definitiva. Molti si chiedono, ora, se una gestione più cautelativa da parte dello staff tecnico francese non avrebbe potuto scongiurare, o quantomeno mitigare, l'entità del danno fisico.

Il Milan e l'emergenza infortuni

La squadra di Milano si ritrova così a dover fronteggiare un'emergenza che tocca uno dei suoi reparti più vitali. L'assenza del centrocampista francese, la cui fisicità e personalità in mezzo al campo sono difficilmente rimpiazzabili, costringe il tecnico a ripensare gli equilibri in vista di un calendario fitto di impegni. A questo si aggiunge la situazione di Christian Pulisic, anch'egli reduce da un problema fisico patito con la sua nazionale, un doppio episodio che rischia di lasciare un segno profondo nella corsa del club. La sfida contro i viola, quindi, assume i contorni di un test importante non solo per i punti in palio, ma per la capacità dell'intero gruppo di reagire a un momento avverso.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.