Taylor Swift fa rimuovere "August" dai video di Trump: l'ennesimo capitolo del feud
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la superstar pop Taylor Swift sono, ormai è noto, su fronti opposti. Quel che sembrava un semplice screzio politico, negli anni si è trasformato in un vero e proprio duello pubblico, punteggiato da frecciatine, endorsement espliciti e, ora, anche da battaglie legali sul fronte del copyright. L'ultimo episodio di questa lunga schermaglia vede la cantautrice vincere un round, riuscendo a far silenziare la propria musica all'interno dei video promozionali pubblicati sui social del presidente.
La provocazione social e la risposta immediata
Qualche giorno fa, il profilo TikTok ufficiale della campagna presidenziale, @TeamTrump, ha pubblicato un video in cui si vedeva Trump e la first lady Melania Trump ammirare dei fuochi d'artificio. Sottofondo musicale, il brano "August", tratto dall'acclamato album "Folklore" del 2020. Per rendere la provocazione ancora più esplicita, la didascalia del post recitava: "Sono sicuro che @TaylorSwift sarà entusiasta del fatto che abbiamo usato la sua canzone", accompagnata dall'hashtag #taylorswift.
L'audio del brano, però, è stato rimosso dalla piattaforma, e al suo posto è comparso un messaggio che informava gli utenti: "Il proprietario del copyright non ha reso questo suono disponibile nel tuo paese". A quanto pare, la cantautrice ha risposto, e la sua risposta è stata quella di non concedere i diritti di utilizzo del brano, lasciando il video muto. Non si tratta di un caso isolato: un altro video pubblicato a novembre 2025, che utilizzava il brano "Father Figure", ha subito la stessa sorte.
Inoltre, sempre venerdì 7 agosto, il team di Trump ha pubblicato una nuova immagine provocatoria, modificando la copertina dell'album "Red" con il volto del presidente e il titolo "Red (Donald Trump's Version)", ma anche in questo caso il suono è stato rapidamente rimosso.
Una faida che affonda le radici nella politica
L'astio tra i due è noto e risale a molto prima dell'ultimo video su TikTok. La svolta politica di Swift, inizialmente restia a esporsi su temi partitici, è avvenuta nel 2018 con il sostegno ai candidati democratici in Tennessee. Ma è stato durante la corsa alla Casa Bianca del 2024 che il rapporto si è ulteriormente incrinato. Dopo aver visto immagini generate dall'intelligenza artificiale, condivise dallo stesso Trump, che la ritraevano come un sostenitrice della sua campagna con lo slogan "Taylor vuole che votiate Trump", la cantautrice ha deciso di rompere il silenzio.
In un post su Instagram, Swift ha spiegato che quelle immagini avevano alimentato le sue paure riguardo all'intelligenza artificiale e alla disinformazione, e ha annunciato il suo voto per la candidata democratica Kamala Harris, firmandosi come "Taylor Swift, Childless Cat Lady", con una chiara stoccata al candidato vicepresidente repubblicano J.D. Vance. La reazione di Trump non si è fatta attendere: "ODIO TAYLOR SWIFT!" ha scritto su Truth Social. Da allora, gli attacchi sono continuati.
Persino dopo la sconfitta di Harris, Trump ha continuato a prendere di mira la popstar, arrivando a chiedersi pubblicamente se fosse ancora "bella" da quando lui l'aveva dichiarata fuori dai suoi favori. Un atteggiamento che è cambiato solo quando la cantante si è fidanzata con la star del football Travis Kelce, un evento che ha spinto il presidente a definirla "una persona fantastica" durante una riunione di Gabinetto.
La musica come campo di battaglia
Il caso di Taylor Swift non è, comunque, un episodio isolato. La campagna del presidente Trump ha utilizzato la musica di numerosi artisti per i propri comizi e contenuti social, spesso senza il permesso degli autori, scatenando una serie di battaglie legali e richiami. Diversi musicisti si sono opposti all'associazione della loro arte con l'amministrazione Trump. In questo contesto, la rimozione dei brani di Swift rappresenta l'ennesimo fronte di una guerra più ampia tra il mondo dell'industria musicale e la politica americana.
Se da un lato la Casa Bianca e il Team Trump utilizzano queste canzoni per creare un'atmosfera di consenso e di celebrazione della figura presidenziale, dall'altro gli artisti, come Swift, rivendicano il diritto di controllare come e dove la loro musica viene utilizzata, soprattutto quando si tratta di un'arena politica così polarizzante e divisiva come quella attuale. La decisione di far rimuovere i brani rappresenta quindi non solo una ripicca personale, ma un'affermazione di principio sulla proprietà intellettuale e sul messaggio che la loro arte veicola.
La guerra tra la popstar e il presidente, insomma, non accenna a placarsi, spostandosi abilmente dai palchi elettorali ai social network, dove ogni canzone può diventare un'arma e ogni silenzio una dichiarazione di guerra.
Nessuna dichiarazione ufficiale
Né la portavoce di Taylor Swift né lo staff della Casa Bianca hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali per commentare la rimozione dei brani dai video. Anche dopo la vicenda del video con "August" e della falsa copertina di "Red", entrambe le parti sono rimaste in silenzio, alimentando le speculazioni dei fan e dei media. L'unica certezza è che la tensione rimane alta e che la battaglia, fatta di musica, immagini e post, continua a essere giocata sotto gli occhi di tutto il mondo, senza che nessuno dei due protagonisti sembri disposto ad abbassare la guardia.
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