Attacco a corteo pro-Israele in Colorado: lanciate molotov, otto feriti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un uomo ha aggredito con un lanciafiamme improvvisato e bottiglie incendiarie un gruppo di manifestanti che, a Boulder, in Colorado, chiedevano la liberazione degli ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza. L’episodio, avvenuto domenica durante una delle marce silenziose organizzate ogni settimana dalla fine del 2023, ha lasciato sul terreno otto feriti, alcuni dei quali in condizioni serie. L’Fbi, intervenuta immediatamente, ha classificato l’aggressione come un «attacco terroristico mirato», sottolineando come l’autore abbia agito con premeditazione.

Mohamed Sabry Soliman, 45 anni, identificato dalle autorità come il sospettato, avrebbe gridato «Liberate la Palestina» mentre lanciava le molotov contro i partecipanti al corteo, radunati in una zona pedonale. Le indagini, ancora in corso, stanno ricostruendo i movimenti dell’uomo nei giorni precedenti all’attentato, per verificare eventuali contatti o ispirazioni riconducibili a gruppi estremisti. Non è escluso che il gesto sia stato compiuto in risposta all’offensiva israeliana a Gaza, scatenata dopo il raid di Hamas del 7 ottobre 2023, in cui persero la vita oltre 1.200 persone e 251 furono prese in ostaggio. Di queste, secondo Tel Aviv, 57 rimangono prigioniere, mentre almeno 34 sarebbero morte in cattività.

Il bilancio del conflitto, del resto, continua a dividere le fonti: se Israele insiste sulla necessità di annientare Hamas, l’organizzazione palestinese sostiene che i morti a Gaza superino i 50.000, cifra che include un numero imprecisato di civili. Intanto, la Casa Bianca – con Trump nuovamente presidente – non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto, mentre il Dipartimento di Giustizia potrebbe valutare l’applicazione di accuse federati per terrorismo domestico.

Quello di Boulder non è il primo episodio di violenza legato alla guerra in Medio Oriente sul suolo americano, ma si distingue per la ferocia dell’esecuzione. Le molotov, così come il lanciafiamme artigianale, suggeriscono una preparazione accurata, anche se al momento non è chiaro se Soliman abbia agito da solo o con complici. I testimoni, interrogati dagli agenti, hanno descritto una scena caotica, con fiamme e urla che hanno interrotto la quiete della manifestazione.

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