Cardinale Camillo Ruini in condizioni critiche, assistito a casa con ossigeno
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Redazione Interno
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Il cardinale Camillo Ruini, ex presidente della CEI, si trova in condizioni critiche di salute e riceve assistenza medica a domicilio con ossigeno. Il porporato, che ha compiuto 95 anni lo scorso 19 febbraio, non è stato ricoverato in ospedale, grazie alla possibilità di ricevere cure specialistiche nel suo appartamento nel Seminario Minore di Roma, vicino alle Mura Vaticane. Fonti vicine lo descrivono come in una situazione “impegnativa”, legata all’età avanzata e alle fragilità fisiche accumulate negli anni.
Nuova crisi legata all’età e alle fragilità fisiche
Le ultime ore hanno suscitato preoccupazione per lo stato clinico del cardinale Ruini, in particolare a causa di una crisi dovuta all’età avanzata. Chi ha potuto incontrarlo recentemente racconta di averlo trovato ancora lucido e vigile, capace di seguire le notizie sui giornali. Nonostante la delicatezza della situazione, il porporato mantiene coscienza piena e reattività, ricevendo assistenza continuativa da medici e infermieri che si alternano nella sua abitazione, assicurandogli somministrazione di ossigeno e cure necessarie.
Assistenza domiciliare e precedenti problemi di salute
Il cardinale Ruini affronta da tempo problemi di salute ciclici, in particolare legati alla funzionalità renale. Lo scorso settembre era stato ricoverato per disturbi renali, dai quali si era poi ripreso. Ora ha scelto di restare a casa, dove la presenza di personale sanitario permette di monitorare costantemente le sue condizioni. L’attenzione al comfort domestico e la continuità delle cure hanno reso possibile evitare il ricovero ospedaliero, pur in presenza di uno stato clinico definito critico.
Il ruolo del cardinale Ruini nella Chiesa e la sua longevità
Camillo Ruini è uno dei membri più autorevoli e longevi del Collegio cardinalizio. La sua lunga carriera ecclesiastica e il ruolo di ex presidente della CEI lo rendono una figura di riferimento per il panorama cattolico italiano. Le attuali condizioni di salute, benché critiche, non hanno compromesso la sua lucidità. La gestione domiciliare, con somministrazione di ossigeno e monitoraggio continuo, permette di affrontare questa fase delicata con attenzione alla qualità della vita, sottolineando la centralità della cura e della vicinanza familiare e sanitaria.




