Stranger Than Heaven il nuovo nato in casa RGG Studio si presenterà al pubblico il 7 maggio

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il ritmo forsennato di uscite, tra remake e spin-off, aveva cominciato a logorare la percezione della saga principale di Yakuza, complice un riciclo di asset ormai fin troppo evidente; eppure, proprio quando la stanchezza sembrava farsi sentire tra i fan più affezionati, il Ryu Ga Gotoku Studio ha deciso di rispondere con un’iniziativa tanto inaspettata quanto audace.

L’arrivo di Stranger Than Heaven – presentato originariamente con il titolo provvisorio di Project Century – rappresenta un salutare cambio di rotta per il team di Sega, che ha scelto di abbandonare temporaneamente le luci al neon di Kamurocho per tuffarsi in un Giappone lontano, sporco e violento.

Lo si evince chiaramente dall’ultimo Xbox Presents, un evento dedicato interamente a questo action-RPG, nel quale gli sviluppatori hanno finalmente abbassato il velo su quella che si prospetta essere una delle narrazioni più complesse del decennio.

Un prequel nascosto nella fondazione del clan Tojo

Sebbene fosse stato pubblicizzato come una *new ip* completamente slegata dal passato, **Stranger Than Heaven** nascondeva in realtà un legame profondissimo con l’universo di *Like a Dragon*.

Chi ha avuto modo di assistere all’anteprima lo ha capito nei primi istanti della presentazione: durante un dialogo cruciale, il protagonista Makoto Daito – interpretato dall’attore giapponese Yū Shirota – enuncia la sua volontà di fondare un’organizzazione criminale destinata a diventare leggendaria, dando vita al clan Tojo.

Si tratta quindi di un vero e proprio prequel, un azzardo narrativo colossale che intende raccontare le origini della famiglia più iconica della saga, colmando un vuoto lasciato intenzionalmente aperto sin dai tempi di *Yakuza 2*.

Makoto, un *hāfu* (mezzo sangue) cresciuto a San Francisco tra pregiudizi e violenze, decide di tornare nella terra della madre per cercare un posto che possa chiamare casa, ignaro che il suo viaggio lo trasformerà nel fondatore di un impero.

Cinquant’anni di storia giapponese in cinque atti

La struttura narrativa, volutamente episodica per coprire un arco temporale che va dal 1915 al 1965, permette allo studio di esplorare epoche raramente ritratte nel medium videoludico.

Non ci si limita più a una singola mappa, ma il giocatore viaggerà attraverso cinque metropoli in costante evoluzione: si parte dalla vivace e industriale Kokura del 1915, si passa per la neviera Kure nel 1929 dove Makoto entra in contatto diretto con la yakuza storica, fino ad arrivare alla Sotenbori di Osaka nel 1943, un crocevia dove la criminalità organizzata nipponica si scontrerà persino con la mafia italiana.

Ogni salto temporale non è un mero cambio di scenario, ma riflette le trasformazioni sociali e politiche del Paese – dall’influsso occidentale del secondo dopoguerra di Atami (1951) fino al caos della Shinjuku del 1965, dove un segreto custodito per decenni cambierà per sempre le sorti del clan.

Gameplay duale tra violenza sanguinaria e ascesa nello spettacolo

Sul fronte del gameplay, **Stranger Than Heaven** abbandona il turno per abbracciare un action schietto e fisico, dove il del protagonista diventa un’arma a sé stante grazie a un sistema di controllo asimmetrico: i grilletti destri governano il lato destro del corpo, mentre i sinistri gestiscono le parate e i colpi del lato opposto, offrendo una libertà d’azione senza precedenti.

Tuttavia, la vera sorpresa risiede nella componente parallela legata allo show business: Makoto, scoprendo un talento innato per la musica, diventerà anche uno *showman*.

Utilizzando un fonogramma portatile, sarà possibile registrare suoni ambientali – dal rumore di una spazzata al fischio di un treno – per comporre brani originali, reclutare musicisti (tra cui personaggi interpretati da Tori Kelly e Snoop Dogg, che presta volto e voce al contrabbandiere Orpheus) e gestire spettacoli dal vivo, bilanciando la vita da gangster con quella da produttore discografico.

La finestra d’uscita fissata per l’inverno e l’effetto GTA 6

Proprio al termine dei trenta minuti di showcase, andato in onda nella notte italiana del 7 maggio, Sega e RGG Studio hanno posto fine alle speculazioni sulla data di lancio, confermando che il titolo arriverà sugli scaffali e in digital store “questo inverno”.

Sebbene non sia stato fornito un giorno preciso, l’industria interpreta questa scelta come una strategia di posizionamento prudenziale: il calendario delle uscite è congestionato, e sebbene la rielezione di Trump non faccia più notizia, l’imminenza di colossi come *GTA 6* – atteso al 19 novembre – spinge molti publisher a cercare finestre meno esposte per non rischiare il tracollo commerciale.

L’arrivo su Xbox Game Pass sin dal day one, unito alle versioni per PlayStation 5 e PC, garantirà comunque a *Stranger Than Heaven* una base d’utenza solida per spingere questa nuova, violenta epopea.

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