Il calvario di Musetti, niente Roland Garros. Oggi è il Sinner-day: cerchio si stringe al Foro Italico
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Redazione Sport
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Il sipario cala sul Foro Italico per Lorenzo Musetti, e il punteggio netto subito contro Casper Ruud (6-3 6-1) passa quasi in secondo piano rispetto al dramma umano e fisico che il carrarino sta attraversando. Gli ottavi di finale degli Internazionali d’Italia 2026 lasciano in dote non solo un’eliminazione, ma un allarme rosso fuoco che mette seriamente a rischio la sua partecipazione al prossimo Slam parigino. Gli accertamenti medici cui si è sottoposto dopo il ko hanno evidenziato una lesione al retto femorale della coscia sinistra, un infortunio che lo costringerà a osservare un periodo di riposo forzato e che di fatto gli impedirà di scendere in campo sia ad Amburgo sia, evenienza ben più grave, sulla terra battuta del Roland Garros.
Doveva essere lui, se non l’antagonista principale, quantomeno la minaccia numero uno per Jannik Sinner e Carlos Alcaraz in questa stagione sulla terra rossa, e invece la sfortuna non dà tregua a questo talento purissimo. Le domande, a questo punto, diventano inevitabili: l’ennesimo stop fisico per Musetti solleva più di un interrogativo sulla gestione dei carichi e sulla programmazione, anche se la diagnosi di oggi sembra parlare chiaro. La lesione – che richiederà diverse settimane di recupero – comporta una rinuncia pesantissima dal punto di vista tecnico e classifichista: il tennista azzurro non potrà difendere i 400 punti della semifinale raggiunta un anno fa a Roma, né tantomeno gli 800 punti della prestigiosa semifinale dello Slam parigino del 2025. Ne conseguirà un tracollo in classifica che rischia di farlo precipitare ben oltre la top 15, cancellando di fatto i progressi accumulati negli ultimi dodici mesi.
Record di pubblico e il caso Darderi
Il Foro Italico, intanto, si prepara a vivere quella che ormai può essere definita la giornata di grazia del tennis italiano, nonostante l’ombra gettata dall’infortunio di Musetti. L’obiettivo dichiarato dal presidente della Fitp, quello di sfondare il muro dei 400mila spettatori paganti, è stato ampiamente centrato in questa edizione, certificando un boom di popolarità per questo sport che non si vedeva da decenni. Sotto l’aspetto squisitamente tecnico, invece, il cerchio dei pretendenti al Titolo si stringe, e a tenere alta la bandiera azzurra ci pensa Luciano Darderi. L’italo-argentino, fresco dell’impresa titanica contro Alexander Zverev (dove ha anche annullato palle del match), è stato chiamato tardi in campo nella serata di ieri a causa della pioggia che ha scombussolato il programma.
Darderi ha confermato il suo ottimo momento battendo in tre set l’astro nascente del circuito, lo spagnolo Rafael Jodar, in una partita sporcata dal fumo dei fumogeni fatti esplodere dai tifosi del Inter a pochi metri dal campo. Sul suo cammino, in semifinale, troverà ora il norvegese Casper Ruud. Proprio il numero 25 del mondo, finalista due volte a Parigi, ha raggiunto le semifinali romane con una prestazione altalenante ma efficace, avendo la meglio sul russo Karen Khachanov con un punteggio di 6-1 1-6 6-2, dimostrando ancora una volta di essere un osso durissimo sulla terra battuta.
Il record nel mirino di Sinner
E poi c’è Jannik Sinner, naturalmente. L’altoatesino, che ha già messo nel mirino la 32ª vittoria consecutiva nei tornei Masters 1000, si gioca oggi un pezzo di storia del tennis. Quel traguardo, qualora lo raggiungesse, gli permetterebbe di balzare in vetta alla classifica all-time per numero di successi consecutivi nei singoli match della categoria, lasciandosi definitivamente alle spalle un mostro sacro come Novak Djokoker. Il pubblico romano, che ha risposto presente in massa come forse mai era successo in passato, si appresta a fare da cornice a questo potenziale record, mentre sullo sfondo, il “calvario” di Musetti resta lì a ricordare quanto sia sottile il confine tra gloria e oblio in questo sport.




