Da freddo artico a caldo africano: l'Italia sperimenta un'altalena meteorologica
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Redazione Interno
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Il nucleo freddo che ha causato tempo instabile e neve a quote relativamente basse sulle regioni centrali dell'Italia si è spostato definitivamente verso levante, attenuandosi. Questo ha lasciato la nostra Penisola in una sorta di “palude barica” con temperature ancora fresche e geopotenziali piuttosto bassi. Questi ingredienti, combinati all’azione solare già efficace, determinano instabilità a macchia di leopardo.
Il freddo svedese e il caldo africano
La lunga fase fredda e nevosa causata dall'arrivo di aria artica dalla Scandinavia sta ufficialmente per concludere. Per molti giorni, il nostro Paese ha vissuto un clima pienamente invernale con piogge, temporali, neve fino a quote pianeggianti al Nord e un calo delle temperature che anche al Sud ha fatto crollare i termometri per lo spostamento del vortice di bassa pressione colmo di aria fredda.
Un weekend di altalena meteorologica
Tutto sta per cambiare. Dal freddo e la neve a bassa quota, ci aspetta il caldo africano. La Festa della Liberazione porterà temperature più miti, dopo un estremo periodo invernale. E addirittura da domenica 28, si prevedono tornare i 30 gradi all’ombra.
Il clima nordafricano di primavera
Andrea Garbinato, responsabile redazione del sito www.iLMeteo.it, conferma un’altissima altalena che porta dai picchi di caldo anomalo di metà mese (33°C il 14 aprile anche al Nord) alle recenti nevicate in collina, e poi di nuovo su, verso il clima nordafricano di primavera con 30 gradi al Centro-Sud, 10°C oltre le medie del periodo aprilino. Questo dimostra quanto sia imprevedibile e affascinante il clima del nostro pianeta.




