Aggressioni ai medici, un'emergenza costituzionale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Due medici della guardia medica di Melito di Napoli sono stati aggrediti ieri sera da tre donne e due uomini dopo il rifiuto dei sanitari, un 31enne e una 38enne, di effettuare una visita domiciliare. L'episodio è solo l'ultimo di una serie di aggressioni che stanno colpendo i professionisti della sanità in Italia, sollevando preoccupazioni sulla sicurezza degli operatori sanitari e sulla necessità di interventi urgenti.

L'aggressione è avvenuta all'interno dello studio della guardia medica, dove i due medici si trovavano in servizio. Le cinque persone coinvolte sono state identificate dai carabinieri della tenenza di Melito di Napoli, e un 35enne incensurato sarà denunciato per lesioni personali ai due professionisti. Questo episodio si aggiunge a un'altra aggressione avvenuta nelle stesse 24 ore, questa volta in Sardegna, evidenziando una tendenza preoccupante.

Il segretario generale della Federazione dei medici di Medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, ha definito la situazione "intollerabile" e ha lanciato un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché intervenga rivolgendosi ai cittadini. Scotti ha sottolineato che non esiste un reparto, uno studio o un ambulatorio in cui un medico possa sentirsi al sicuro, e ha denunciato una "deriva culturale" che sta investendo tutto il Paese.

Le aggressioni ai medici non riguardano una specifica branca della medicina o un particolare setting assistenziale, ma sono dilaganti e richiedono misure immediate per essere fermate.

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