L’esplosione di Piana del Sole, il boato ripreso dalle telecamere e il bilancio dei feriti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Erano le 12.50 di domenica quando un boato, così potente da essere stato inizialmente scambiato per un terremoto o addirittura per un attentato, ha squarciato il silenzio della periferia romana. A immortalare il momento esatto della deflagrazione è stata una telecamera di sicurezza, puntata verso il fazzoletto di case che costeggiano via Tavagnasco, nel quartiere Piana del Sole. Le immagini, ora acquisite dagli inquirenti, mostrano la violenza inaudita con cui l’onda d’urto si è propagata: due bomboloni di Gpl, interrati nel cortile di una villetta, hanno ceduto a causa di un guasto tecnico, trasformando un normale pomeriggio domenicale in una scena devastante.

Il bilancio, aggiornato nelle ore successive all’intervento dei vigili del fuoco, parla di tre edifici ridotti praticamente inagibili o distrutti, undici unità abitative sgomberate e ventinove persone rimaste senza tetto. Le conseguenze dell’esplosione, che ha proiettato detriti e frammenti di infissi fino a trecento metri di distanza, hanno coinvolto direttamente i proprietari dell’immobile dove aveva sede la fonte della fuga. Si tratta di Chiara e Michele De Bari, rispettivamente di 84 e 86 anni, che si trovavano all’interno dell’abitazione al momento dello scoppio. Entrambi sono stati estratti dalle macerie dai soccorritori e trasportati d’urgenza all’ospedale Sant’Eugenio, dove sono ricoverati con ustioni di secondo grado che interessano circa il venti per cento della superficie rea. Le loro condizioni, sebbene serie, non destano al momento preoccupazione per il pericolo di vita.

L’inferno raccontato dai sopravvissuti e l’onda d’urto nei quartieri limitrofi

A restituire la dimensione del caos successivo alla deflagrazione sono le testimonianze di chi, come Christian Binetti, 49 anni, si trovava nelle vicinanze. L’uomo ha raccontato di essere seduto in cucina con la madre quando la casa ha iniziato a tremare violentemente; sul tavolo, dall’esterno, è piombata una porzione del telaio di una finestra, infrangendo il vetro. Uscito di corsa, si è trovato di fronte quello che ha definito “l’inferno”. In altre zone del comprensorio, a distanze che vanno dai centocinquanta ai trecento metri dal luogo dell’esplosione, i residenti hanno riferito di aver visto i vetri delle finestre andare in frantumi e di aver udito gli antifurti di auto e abitazioni scattare simultaneamente a causa dell’onda d’urto. C’è chi, avvertita una fortissima vibrazione ai muri e scorto un’alta colonna di fumo nero alzarsi verso il cielo, ha temuto il peggio, pensando inizialmente a un evento sismico o a un attentato.

Sul posto sono intervenute tempestivamente squadre dei vigili del fuoco, supportate da unità cinofile specializzate nella ricerca di dispersi sotto le macerie, insieme a pattuglie della polizia e ambulanze del 118. I soccorritori hanno lavorato a lungo per mettere in sicurezza l’area, constatando che la forza dello scoppio aveva letteralmente disintegrato le pareti della villetta dei coniugi De Bari, spargendo calcinacci e detriti anche sulle auto in sosta, molte delle quali hanno riportato la rottura dei finestrini.

Le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza dell’area

L’intervento delle autorità non si è limitato alle operazioni di spegnimento e bonifica. Il sindaco di Roma, accorso immediatamente sul luogo della tragedia, ha ringraziato gli operatori impegnati nel fronteggiare l’emergenza, sottolineando la necessità di accertare con precisione le cause dell’incidente. Sebbene l’ipotesi principale resti quella di un guasto ai serbatoi interrati di Gpl, gli inquirenti hanno mantenuto inizialmente un profilo prudente, avviando un’ispezione approfondita per verificare lo stato dei luoghi e la dinamica precisa che ha portato alla perdita di gas. L’amministrazione comunale ha inoltre subito attivato le procedure per la gestione degli sfollati, valutando la stabilità dei fabbricati circostanti, alcuni dei quali dichiarati inagibili a seguito dei danni strutturali provocati dall’onda d’urto.

Le indagini sulla dinamica e l’impatto sugli edifici circostanti

Gli accertamenti, ancora in corso, si concentrano sulla natura del guasto che ha interessato i due depositi di Gpl. I tecnici stanno analizzando lo stato di manutenzione dell’impianto, cercando di stabilire se la perdita sia stata causata da un difetto improvviso o da un deterioramento progressivo delle strutture interrate. L’esplosione, di proporzioni notevoli, ha avuto un effetto a catena: se da un lato la villetta dei coniugi De Bari è stata completamente polverizzata, le due palazzine adiacenti hanno subito danni estremamente gravi, tanto da essere state evacuate in via definitiva. I vigili del fuoco hanno completato la bonifica dell’area nel corso della serata, assicurando che non vi fossero altre persone rimaste intrappolate sotto i detriti, operazione che ha permesso di scongiurare un ulteriore aggravamento del bilancio delle vittime.

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