Chi produce davvero il pandoro e il panettone dei discount? La filiera dietro i dolci low cost
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Redazione Economia
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Quando, nel periodo natalizio, i dolci tradizionali invadono gli scaffali della grande distribuzione, il confronto tra le offerte diventa inevitabile. Si passa, senza soluzione di continuità, dalle creazioni artigianali dei maestri pasticcieri – il cui prezzo riflette spesso una lunga lievitazione e ingredienti selezionati – alle proposte dei discount, che propongono un prodotto dall’aspetto simile a costi decisamente più accessibili. È in questo solco che si inseriscono, ormai da anni, il pandoro e il panettone a marchio Favorina di Lidl, i quali, pur essendo tra i più venduti per la loro economicità, sollevano una domanda ricorrente tra i consumatori più attenti: chi è, in realtà, il produttore materiale di questi dolci? La risposta, che molti trovano sorprendente, risiede in una strategia commerciale consolidata, la stessa adottata per la pasta di Eurospin, la quale – come è noto – viene realizzata in uno dei pastifici italiani di prim’ordine.
Il meccanismo, che nulla ha di oscuro, si basa su una collaborazione stretta tra la centrale d’acquisto del discount e aziende alimentari affermate, le quali – pur operando dietro le quinte – mettono a disposizione le proprie linee produttive e la propria esperienza. Per il panettone Favorina Classico, stando a quanto emerge dalle etichette e dalle indagini di settore, si tratta di uno stabilimento dolciario di rilievo nazionale, specializzato proprio nella produzione di grandi quantità di dolci da forno. Questo passaggio, che garantisce un controllo sulla filiera, permette di ottenere un prodotto industriale che, però, rispetta i parametri di una ricetta standard: si trovano quindi farina, burro, uova, zucchero e lievito naturale, in proporzioni che si allineano a quelle della grande industria di qualità. Una scelta, questa, che consente di contenere i costi – aggirando le spese di marketing e di distribuzione legate a un marchio proprio – senza per questo sacrificare del tutto la solidità del prodotto finito.
Analizzare la lista degli ingredienti, operazione possibile per chiunque, offre un riscontro immediato di quanto affermato. Nel pandoro Favorina, così come nel panettone della stessa linea, non compaiono, di norma, elementi eccessivamente critici o lontani dalla tradizione, a dimostrazione di come il discount abbia ormai interiorizzato l’importanza di una composizione trasparente e semplice per conquistare una fetta di mercato sempre più consapevole. Il risultato, per molti versi, è un dolce che si colloca a metà strada tra l’eccellenza artigianale e il prodotto industriale di bassa lega, costituendo una via di mezzo accettabile per chi non vuole rinunciare al simbolo della festa pur avendo un budget limitato. Lo stesso principio, d’altronde, guida l’offerta di Ikea, il cui panettone – presentato in una confezione minimalista che ha fatto il giro dei social network – punta a coniugare la praticità del marchio svedese con un gusto familiare al palato italiano.




