Jurassic World – La rinascita domina il botteghino tra polemiche e nostalgia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre Jurassic World – La rinascita continua a mietere incassi, superando i 4,7 milioni di euro in soli sei giorni nelle sale italiane, il dibattito tra critica e pubblico si fa sempre più acceso. Il film, uscito giovedì 3 luglio, ha polarizzato gli esperti – divisi tra chi lo liquida con un secco "no" e chi ammette che "poteva andare peggio" – mentre nelle sale, stando alle reazioni degli spettatori, l’entusiasmo sembra unanime. Un paradosso che riapre la questione, mai risolta, sul divario tra giudizi professionali e gusti del grande pubblico.

Al box office, i numeri parlano chiaro: con una media di 1.169 euro per cinema, il colossal sui dinosauri si conferma in testa, lasciando indietro F1, pellicola con Brad Pitt che, nonostante un calo del 44%, ha superato i 3,8 milioni. Terzo posto per Dragon Trainer, in flessione del 40%. Ma se i dati commerciali premiano la saga, la trama del nuovo capitolo – ambientato in un’isola proibita a sud dell’equatore, dove i pochi esemplari sopravvissuti vivono lontani dall’uomo – sembra riflettere una malinconia diversa.

Zora Bennett, interpretata da Scarlett Johansson, guida una squadra di recupero in un mondo che ha rinunciato a domare le creature preistoriche. Eppure, nonostante le intenzioni dichiarate dello sceneggiatore David Koepp di evitare un eccesso di citazioni, il regista Gareth Edwards ha infarcito il film di omaggi al passato, soprattutto al primo Jurassic Park di Spielberg (1993). Un approccio che, se da un lato strizza l’occhio ai fan, dall’altro solleva dubbi sull’effettiva capacità del franchise di rinnovarsi.

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