Al liceo Cavour un corso su Gaza, mentre gli studenti chiedono più fondi per l'istruzione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Al liceo classico Cavour di Torino, venerdì si terrà un corso di formazione dal titolo “Nello specchio di Gaza. La cultura palestinese e noi”, organizzato dalla Scuola per la pace Torino e Piemonte in collaborazione con l’associazione “Scuola e società”. L’iniziativa, che si propone di fornire agli insegnanti strumenti per affrontare in classe il tema del conflitto, ha suscitato le critiche di rappresentanti della comunità ebraica, i quali ne hanno contestato le possibili finalità. L’evento, destinato a tutto il personale scolastico, nasce da un’esigenza precisa, quella di offrire ai docenti gli elementi culturali necessari per trattare un argomanto di stringente attualità con i propri alunni, sebbene non manchino voci contrarie che ne mettono in dubbia l’imparzialità.

Contestualmente, una parte del mondo studentesco ha fatto sentire la propria voce su temi analoghi, seppur da un’angolazione differente. Attivisti della Rete studenti medi e dell’Unione degli universitari, infatti, hanno organizzato una protesta sotto il ministero dell’Istruzione per rivendicare un aumento dei fondi destinati alla scuola pubblica. I giovani manifestanti, i quali hanno anche espresso sostegno alla Freedom Flotilla, hanno chiesto con forza che il denaro pubblico venga dirottato dall’acquisto di armamenti verso il potenziamento del sistema educativo nazionale, lanciando un messaggio chiaro sulle loro priorità.

Intanto, in un’altra regione, un gesto simbolico ha toccato il tema della guerra direttamente tra i banchi di scuola. Alla scuola primaria Descalzi-Polacco di Genova, maestri e bambini si sono radunati davanti all’ingresso dell’istituto per osservare un minuto di silenzio. La commemorazione, tenutasi giovedì alle 8.30, è stata dedicata alle giovani vittime palestinesi del conflitto e alla pace, ricordando come a Gaza, dove il 97% degli edifici scolastici risulta distrutto, quest’anno le scuole non potranno riaprire i loro cancelli.

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