Neonato morto portato in ospedale in un sacchetto a Cecina, disposta l'autopsia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Livorno ha disposto l'autopsia sul corpo di un neonato arrivato senza vita al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina, in provincia di Livorno, portato dalla madre all'interno di un sacchetto. L'episodio risale alla mattina di giovedì 15 ottobre, quando una coppia si è presentata nella struttura sanitaria con il piccolo già privo di vita. La donna, una trentenne residente fuori regione con il compagno, ha riferito ai sanitari di non essersi accorta di essere incinta.

La conferma della disposizione dell'esame autoptico è arrivata dalla stessa procura, dopo che la notizia era stata diffusa dal quotidiano Il Tirreno.

La ricostruzione della donna

Secondo quanto ricostruito finora, la donna si trovava in casa con il compagno quando ha iniziato ad avvertire forti dolori addominali. Convinta che si trattasse di un'indigestione, si sarebbe chiusa in bagno mentre l'uomo ancora dormiva. Poco dopo ha partorito. Il neonato, a quanto sembra, non respirava. A quel punto la coppia è salita in auto ed è corsa verso il pronto soccorso. I medici e gli infermieri hanno preso immediatamente in carico il piccolo, ma per lui non c'è stato nulla da fare: il medico di turno ha potuto soltanto constatarne il decesso.

Le condizioni della madre e gli accertamenti in corso

La donna è stata ricoverata in ospedale. Secondo quanto riferito dal primario di ostetricia e ginecologia Stefano Masoni, la madre si trova ancora sotto osservazione non per problemi fisici ma per questioni di natura psichica legate al trauma subito. Le sue condizioni di salute generali vengono comunque descritte come buone. Durante la permanenza in ospedale sarebbe stata affiancata anche da uno psicologo. La struttura sanitaria ha segnalato l'accaduto alle forze dell'ordine, come previsto in circostanze di questo tipo.

Gli agenti del commissariato di Cecina hanno effettuato un sopralluogo e raccolto le prime testimonianze, comprese quelle dei genitori e del personale sanitario.

Il quadro medico-legale

Resta da stabilire l'età gestazionale del neonato. Il bambino, di corporatura minuta, sarebbe nato tra la trentesima e la trentaduesima settimana di gravidanza, ma si tratta di una stima preliminare che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti medico-legali. Non è chiaro nemmeno se sia morto nel grembo materno oppure dopo la nascita: sarà l'esame autoptico a fornire una risposta su questo punto cruciale. La salma si trova all'ospedale di Cecina, a disposizione dell'autorità giudiziaria, in attesa che venga eseguito l'esame.

Le indagini della procura

Sulla vicenda indaga la procura di Livorno, con il coordinamento della pubblico ministero Ezia Mancusi. La polizia di Stato sta lavorando per ricostruire con precisione quanto accaduto e chiarire le circostanze della morte. L'autopsia rappresenta un passaggio fondamentale dell'indagine: dovrà stabilire, in particolare, se il bambino fosse già morto al momento del parto oppure se il decesso sia avvenuto successivamente. Gli accertamenti medico-legali potranno inoltre contribuire a definire meglio l'età gestazionale e le possibili cause della morte.

Al momento restano da chiarire la dinamica esatta della tragedia e le circostanze in cui il neonato è venuto alla luce.

Il fenomeno delle gravidanze non riconosciute

Il caso rientra in quello che in ambito medico viene definito come gravidanza criptica, una condizione rara ma documentata in cui la donna non è consapevole del proprio stato. Secondo il primario Masoni, non rendersi conto di essere incinta è un evento inconsueto ma non impossibile: nel corso della sua carriera gli è capitato due volte, e in entrambi i casi le donne erano arrivate praticamente al termine della gestazione.

Tra i fattori che possono contribuire a questa condizione figurano problemi ormonali, obesità, mestruazioni molto irregolari o la convinzione di non poter avere figli. Anche i movimenti fetali possono essere interpretati come legati all'intestino, e in assenza di un ritardo mestruale evidente viene a mancare uno dei segnali più comuni della gravidanza. Esistono inoltre casi in cui è presente una componente psicologica di negazione.

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