L’ora della verità di Allegri: a Cremona per dimenticare il Parma e blindare la Champions

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sembra ieri, eppure sono trascorsi sei mesi dall’ultima volta, ma la sconfitta interna contro il Parma, quella caduta improvvisa che ha interrotto una striscia positiva durata ventiquattro giornate, ha lasciato il segno. Il contraccolpo, lo ha ammesso lo stesso Massimiliano Allegri nella conferenza stampa tenutasi alla vigilia, c’è stato, eccome: “Il martedì eravamo un po’ tutti rintronati”, ha confessato il tecnico livornese, descrivendo lo spogliatoio nei minuti successivi al ko. Una reazione umana, quasi fisiologica, per una squadra che aveva fatto dell’equilibrio e della solidità la propria arma in più e che ora, allo Stadio Zini di Cremona, è chiamata a una prova di maturità per dimostrare che quella battuta d’arresto è stata solo un incidente di percorso, un episodio e non l’inizio di una crisi. La trasferta in terra lombarda, in programma domenica primo marzo alle ore 12:30 con diretta affidata a DAZN, rappresenta molto più di una semplice partita: è il banco di prova per verificare la tenuta mentale di un gruppo che, dopo aver a lungo viaggiato sulle ali dell’entusiasmo, si trova ora ad affrontare le prime, vere difficoltà della gestione Allegri. E se il distacco dall’Inter, saldamente in vetta con sessantaquattro punti, è ormai in doppia cifra – dieci le lunghezze che separano i rossoneri dai cugini – rendendo la discussione scudetto un argomento sempre più astratto, l’obiettivo principale, quello dichiarato a inizio anno, rimane invece alla portata e va anzi blindato al più presto: parliamo del ritorno in Champions League, traguardo che garantirebbe ossigeno alle casse societarie e lustro a una piazza che dell’Europa ha fatto il proprio pane quotidiano.

La gestione della sconfitta e le certezze tattiche

Allegri, che per la squalifica rimediata non aveva potuto parlare nel dopogara con il Parma, ha utilizzato la conferenza di ieri per fare chiarezza, invitando l’ambiente a non cercare alibi e a non appellarsi al singolo episodio arbitrale o alle assenze. L’ex tecnico della Juventus, tornato sulla panchina rossonera dopo quindici anni, ha voluto sottolineare come, a dispetto del passo falso, la squadra abbia lavorato bene nel corso della settimana: mercoledì, a mente più lucida, è arrivata una seduta di allenamento di livello, a riprova che la benzina nelle gambe e la voglia di riscatto non mancano. Per la sfida di Cremona, Allegri dovrà però fare i conti con qualche assenza non di poco conto. Se Loftus-Cheek, operato dopo la brutta botta rimediata proprio contro il Parma, ne avrà per un paio di mesi, e Gabbia è ancora alle prese con un’infiammazione che lo terrà fuori, qualche buona notizia arriva dal fronte dei recuperi: Santiago Gimenez, l’attaccante messicano, ha terminato la fase di pre-atletizzazione e potrebbe presto tornare ad allenarsi in gruppo, rappresentando una risorsa importante per il finale di stagione. In attesa di rivederlo, l’undici anti-Cremonese dovrebbe ricalcare fedelmente quello sceso in campo nelle ultime uscite: davanti a Maignan, la linea a tre composta da Tomori, De Winter e Pavlovic; in mezzo, accanto agli intoccabili Modric e Rabiot, ballottaggio tra Fofana e Ricci per il terzo posto in mediana; in attacco, la coppia formata da Pulisic e Leao, con Nkunku e Fullkrug pronti a subentrare a gara in corso.

La Cremonese di Nicola e un tabù lungo oltre trent’anni

Dall’altra parte, però, non ci sarà un'avversaria remissiva o già rassegnata al proprio destino. La Cremonese di Davide Nicola, nonostante una classifica che la vede attualmente quartultima a quota ventiquattro punti, in piena lotta per non retrocedere, ha dimostrato di possedere qualità e organizzazione. I grigiorossi, che all’andata riuscirono a espugnare San Siro con un netto due a uno, sfruttano le ripartenze e la fisicità del proprio attacco. Allegri, dal canto suo, ha voluto mettere in guardia i suoi ricordando un dato statistico che fa riflettere: il Milan non vince a Cremona dalla stagione 1993-1994, l’anno prima che Fabio Capello conducesse i rossoneri al pareggio per uno a uno; da allora, solo due pareggi a reti bianche e una sconfitta. Un tabù lungo oltre trent’anni che, ne è convinto il tecnico, andrà sfatato con pazienza e cattiveria agonistica, senza quelle distrazioni che, contro il Parma, sono costate care. Nicola, dal canto suo, punterà sulla coppia d’attacco formata da Vardy e Bonazzoli, con Djuric pronto a subentrare, e su un centrocampo muscolare dove Thorsby e Maleh proveranno a fare densità per impedire a Modric di dettare i tempi.

Marzo, il mese della verità: inizia la discesa

“Ora si decide la stagione, da domani inizia la discesa”. Con queste parole, Allegri ha voluto sintetizzare il momento che attende il suo Milan: un mese di marzo che, intrecciandosi con aprile e maggio, delineerà il valore effettivo di questa annata. I cinquantaquattro punti in classifica, ha spiegato il mister, rappresentano il voto attuale, ma il campionato è ancora lungo e pieno di insidie. Più che guardare alla vetta, ormai lontana, l’obiettivo concreto è allungare sulla Juventus, ferma a quota quarantasei e impegnata a Roma contro la squadra di Gasperini, e tenere a distanza Napoli e Roma, entrambe a cinquanta. In questo senso, la partita dello Zini assume un valore doppio: vincere significherebbe mettere un’ipoteca pesante sul quarto posto, garantendo alla società quella qualificazione alla Champions League che, come sottolineato da più parti, è fondamentale per programmare il mercato estivo e regalare ad Allegri una rosa più competitiva e profonda, soprattutto in attacco dove si cercherà un vero numero nove. La sfida è aperta, il campo dirà se la lezione col Parma è servita o se, invece, quella sconfitta ha lasciato scorie più profonde del previsto.

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