Da Catherine Deneuve a Rihanna, il front row domina la Paris Fashion Week 2027

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A Parigi il vero spettacolo non è soltanto in passerella. Mentre la settimana della moda dedita alla primavera-estate 2027 entra nel vivo, sono le star del front row a raccontare il potere della moda oggi, dalle muse storiche alle nuove icone. Da Catherine Deneuve a Kate Moss, da Zoë Kravitz a Rosé, il parterre delle sfilate si conferma un osservatorio privilegiato sui codici del glamour contemporaneo.

Saint Laurent, una notte dorata con Charlotte Gainsbourg

Saint Laurent ha chiuso la prima giornata con un tripudio d'oro, un omaggio di Anthony Vaccarello alla storia della maison. Sotto giganteschi candelabri barocchi, la maggior parte dei look era declinata in finiture dorate, in una deliberata citazione della collezione Rive Gauche del 1991 firmata da Yves Saint Laurent, il cui finale era interamente dorato. Trench metallici, abiti da cocktail, broccati e pizzi in filo metallico catturavano la luce, mentre le mousseline nei toni dell'assenzio, dell'ambra e del cognac aggiungevano colore.

Charlotte Gainsbourg ha cantato durante il finale, accompagnata dal coro che intonava le parole «You are so much, Yves Saint Laurent», mentre la Torre Eiffel scintillava all'inizio e alla fine dello show. In prima fila, accanto a Zoë Kravitz, Rihanna, Kate Moss e Catherine Deneuve, c'erano anche Rami Malek e Post Malone.

Sugli occhi delle modelle, uno smokey eye nero dalla forma allungata verso l'esterno donava profondità allo sguardo, mentre le labbra effetto blurred in diverse tonalità di rosso completavano un trucco di pura opulenza e massimalismo.

Dior, la leggerezza diventa materia

Da Dior, Jonathan Anderson ha esplorato il concetto di leggerezza attraverso trasparenze, materiali impalpabili e silhouette fluide, in una collezione delicata e romantica ma profondamente contemporanea, sfilata su una passerella sospesa sull'acqua. Il défilé era dedicato a Mathilde Favier, direttrice delle relazioni pubbliche di Dior Couture, scomparsa lo scorso agosto.

Tulle, organza e pizzo sono stati i grandi protagonisti: dalle gonne ottenute con l'assemblaggio di fogli di tessuto alle maglie con fiocchi décor fino alle gonne plissé asimmetriche, tutto era pensato per stupire con eleganza. Il romanticismo ha raggiunto l'apice con creazioni interamente ricoperte di petali e con gli iconici abiti scultura, firma del direttore artistico.

Il make-up firmato da Peter Philips ha puntato su un incarnato nudo e luminoso, impreziosito da accenti d'argento sugli occhi: sottilissime strisce di eyeliner metallico applicate appena sopra la radice delle ciglia, quasi invisibili da ferme ma scintillanti a ogni battito.

Courrèges, l'esordio di Drew Henry tra colore e movimento

Si apre un nuovo capitolo per Courrèges sotto la guida di Drew Henry, che ha presentato il suo debutto come direttore artistico al Palais de Tokyo. La collezione parte da un'idea di movimento, inteso non solo come dinamica dei capi, ma come libertà di avanzare, cambiare, sperimentare. «La collezione celebra il piacere di vestirsi liberamente, senza doversi giustificare», si legge nelle note dello show.

Henry ha riscritto i codici iconici del fondatore André Courrèges senza introdurre troppe turbolenze, ma dando loro una chiara spinta verso territori più attuali, con una palette cromatica che spazia dal crema al bianco, dal navy al nero, fino al cobalto, rosso, arancio, giallo, lime e azzurro. Le silhouette fanno coabitare le linee nette e arrotondate dello space age con la dolce ribellione di maniche sfrangiate e cinture slacciate, offrendo loro un'anima quasi grunge.

Tra gli elementi più riconoscibili, un'abbondanza di loghi declinati come collane, bracciali e placche fustellate applicate su tasche e colletti.

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