Missili occidentali contro la Russia, tanti rischi, pochi vantaggi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Gran Bretagna ha dichiarato che non agirà di propria iniziativa per concedere all'Ucraina il permesso di lanciare attacchi con missili a lungo raggio contro obiettivi in Russia. La decisione è legata alla necessità dei sistemi di guida statunitensi per garantire la precisione dei missili Storm Shadow. Questa posizione è stata ribadita dopo la visita del premier laburista Keir Starmer alla Casa Bianca.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto appello agli alleati, inclusa l'Italia, per ottenere armi a lungo raggio con cui colpire le basi russe. Zelensky ha sottolineato l'importanza di questa capacità per rispondere agli attacchi russi, come quelli recenti su Kharkiv, Sumy e Donetsk. Tuttavia, le decisioni finali dipendono da Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania e Italia.

Il dibattito sull'autorizzazione all'uso di missili occidentali contro obiettivi in territorio russo è complesso. Da un lato, c'è la necessità di rispondere agli attacchi russi e di proteggere la popolazione ucraina. Dall'altro, ci sono timori per le reazioni di Mosca e valutazioni pragmatiche sull'efficacia militare di tali attacchi. Il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin e il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby hanno espresso dubbi sull'utilità militare di un simile provvedimento.

La situazione è ulteriormente complicata dalla recente abbattimento di nove droni d'attacco ucraini da parte delle difese aeree russe nella regione di Bryansk.

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