Ford cambia rotta in Europa: nuovi modelli in arrivo dal 2027, tra alleanze e possibili ritorni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La strategia della Casa dell’Ovale Blu per il Vecchio Continente, dopo un periodo di profonda ridefinizione che ne ha visto assottigliarsi la gamma fino all’osso, sembra aver imboccato un nuovo, e per certi versi inatteso, corso. Chi aveva dato per definitivamente archiviato il capitolo delle compatte e delle berline, dovrà ricredersi, perché da Detroit, e più precisamente dalle parole dell’amministratore delegato Jim Farley durante la conference call sui risultati finanziari dello scorso trimestre, arrivano segnali chiari di un'inversione di tendenza. La drastica riduzione del portafoglio prodotti, con l'addio a pietre miliari come Fiesta, Focus e Mondeo, non ha prodotto i frutti sperati in termini di volumi e quote di mercato — attestatesi a gennaio al 3,3% con 24.484 unità vendute, in calo del 5,3% — e così il 2027 si profila come l'anno zero di una nuova offensiva di prodotto.

Una strategia multi-alleanza per il rilancio

Il piano per riconquistare il terreno perduto poggia su un pragmatico gioco di squadra, che vede Ford stringere accordi con diversi partner per condividere piattaforme e costi di sviluppo, evitando investimenti colossali in solitaria. Se da un lato prosegue la sinergia con Volkswagen, da cui sono già nati i crossover elettrici Explorer e Capri (basati rispettivamente su ID.4 e ID.5), dall'altro si apre un nuovo, fondamentale capitolo con Renault. L'intesa con la Casa francese, siglata nel corso del 2025, prevede la realizzazione di due modelli compatti a batteria, destinati a debuttare nel 2028 e basati sulla piattaforma Ampere del gruppo transalpino. François Provost, CEO di Renault, ha tenuto a precisare che non si tratterà di semplici operazioni di rebadging, bensì di vetture con una loro precisa identità stilistica e dinamica, seppur costruite sull'architettura industriale francese nello stabilimento ElectriCity, nel nord della Francia. Un'erede spirituale della Fiesta, insomma, potrebbe vedere la luce proprio grazie a questa collaborazione, cavalcando l'onda emotiva di un nome che ha fatto la storia, ma con tecnologie e DNA condiviso.

Il ruolo centrale di Valencia e l'ombra di Geely

Ma le novità non si fermano ai soli modelli a batteria. Il sito produttivo di Almussafes, a Valencia, è destinato a giocare un ruolo da protagonista nel rilancio europeo di Ford. Qui, a partire dal 2027, verrà assemblato un nuovo crossover di medie dimensioni, idealmente collocabile nell'eredità lasciata libera dalla Focus. Secondo le ultime indiscrezioni, questo modello potrebbe persino riprendere un nome altisonante e dal sapore avventuroso come Bronco, seppur in una declinazione più urbana e stradale, meno estrema rispetto al fuoristrada americano. Il veicolo, che utilizzerà la collaudata piattaforma C2, sarà proposto con una gamma di motorizzazioni "multi-energia", spaziando dalle ibride leggere alle full hybrid, per rispondere alle diverse esigenze di un mercato in piena transizione. Parallelamente, e questo è un tassello di non secondaria importanza, Ford è in trattativa avanzata con il colosso cinese Geely. L'oggetto del negoziato, che coinvolgerebbe proprio lo stabilimento spagnolo, riguarda la possibilità di utilizzare la capacità produttiva in eccesso di Valencia per assemblare vetture del gruppo cinese, consentendo a Geely di aggirare i dazi doganali imposti dall'Unione Europea sulle auto elettriche provenienti dalla Cina. Un'operazione che, se concretizzata, porterebbe linfa vitale allo stabilimento e aprirebbe scenari inediti di collaborazione tecnologica.

Addio alle berline? Forse solo una pausa

L'impressione, analizzando le mosse della dirigenza guidata da Farley, è che la ritirata dalle segmenti tradizionali non sia stata una resa definitiva, quanto piuttosto una ritirata strategica per riorganizzare le idee e le risorse. Il mercato europeo, storicamente legato a formati come le hatchback compatte e le station wagon, ha mal digerito un'offerta composta esclusivamente da SUV e crossover, per quanto elettrificati. La reazione delle vendite è stata impietosa, e la risposta di Ford, con questa complessa architettura di alleanze che spaziano dai tedeschi di Wolfsburg ai francesi della Régie, fino ai possibili accordi con i cinesi di Geely, dimostra una flessibilità e una prontezza nel correggere il tiro che non è così scontata in un colosso industriale. I nuovi modelli che arriveranno tra poco più di un anno, frutto di queste sinergie, dovranno dimostrare se la ricetta funziona: piattaforme condivise per abbattere i costi, ma design e carattere distintivi per non confondersi con la concorrenza. Un equilibrio delicato, da cui dipende buona parte del futuro della Casa americana in Europa.

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