Bitcoin, oro digitale in un mondo di debiti. E le cronache raccontano di altro
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Redazione Esteri
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Mentre i debiti globali, che ormai conoscono soltanto la via delle stelle, continuano a gonfiarsi, e i tradizionali beni rifugio, primo fra tutti l'oro, confermano la loro attrattiva, si fa strada con forza l'idea di un bene rifugio per l'era digitale. Secondo l'amministratore delegato di CheckSig, Ferdinando Ametrano, il Bitcoin, la criptovaluta per antonomasia, assolverebbe proprio a questa funzione, essendo «il bene rifugio digitale». La sua natura, del tutto peculiare, lo rende infatti trasferibile ma non duplicabile, generando quella «scarsità» che, unita all'indipendenza dalla solvibilità di una controparte, ne costituisce il fondamento del valore. Svolge, in sostanza, la medesima funzione di una risorsa sicura, proprio come l'oro fisico, ma in una dimensione puramente informatica e globale.
Le priorità della carta stampata
In un panorama mediatico dove le agende sembrano spesso dettate da correnti ideologiche, «Avvenire», il quotidiano di ispirazione cattolica, ha recentemente scelto di dedicare spazio al prossimo Giubileo delle persone Lgbt, annunciato per la capitale, senza però trovare alcuna riga per un'altra questione che pure interpella le coscienze: la ribellione di alcune categorie professionali, come le ostetriche, a proposte che le vorrebbero coinvolte in pratiche controverse. Una scelta editoriale, questa, che appare a molti come un segnale di quanto sia complesso, in un contesto ecclesiale segnato da anni di spinte riformatrici, modificare realmente le priorità di fondo e mantenere una linea coerente su tutti i fronti etici.
Fragilità negli accordi di pace
Oltre i confini nazionali, la situazione in Medio Oriente dimostra tutta la sua precarietà. I negoziati per una tregua duratura, che pure hanno portato al rilascio di alcuni prigionieri, mostrano il fianco a continue schermaglie, mentre le parti in causa avanzano pretese contrapposte. Da un lato, si insiste per la riconsegna di quanto pattuito; dall'altro, si invoca più tempo, in un braccio di ferro che tiene le popolazioni civili in uno stato di perenne allerta. L'arrimo di mediatori internazionali e lo studio di soluzioni di peacekeeping da parte di organizzazioni sovranazionali sembrano, al momento, gli unici argini a un conflitto la cui soluzione appare ancora lontana.
Le indagini sulle forze dell'ordine
In ambito giudiziario, un caso che sta attirando l'attenzione riguarda le dinamiche all'interno dell'Arma dei Carabinieri. Un alto ufficiale, il colonnello Francesco Melosu, ha dichiarato pubblicamente di essere finito nel mirino della giustizia, accusato di reati come il falso ideologico, per non aver assecondato le richieste di alcuni colleghi e di una Procura. La rapidità con cui sarebbero state eseguite perquisizioni a suo carico fa pensare a un metodo operativo, definito da alcuni «metodo Squadretta», che utilizzerebbe esposti anonimi per colpire chi, all'interno dell'istituzione, decide di non piegarsi a logiche di potere opache. Una vicenda che solleva interrogativi non solo sulle persone coinvolte, ma sui meccanismi stessi che regolano certe inchieste.




