Nemanja Matic: "Lasciai la Roma per una mancanza di rispetto"
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Redazione Sport
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A distanza di due anni, Nemanja Matic ricostruisce senza filtri le ragioni che lo portarono ad abbandonare la Roma. Il centrocampista serbo, oggi al Sassuolo, delinea un quadro di promesse non mantenute e di un rapporto di fiducia incrinato dalla dirigenza giallorossa.
Le premesse dell'accordo
“Devo partire dall’inizio”, ha esordito Matic ai microfoni di Sky Sport, ripercorrendo la scelta dell’estate del 2022. Sottolinea che la sua non fu una mossa per un ingaggio maggiore, ma l’adesione a un progetto di medio termine. “Avevo offerte triennali, nonostante non fossi più giovanissimo, e scelsi la Roma con l’idea di restarvi almeno un paio di anni”.
La promessa non mantenuta
Il cuore della disputa è un accordo verbale che non si è mai materializzato. Alla firma, gli fu assicurato che, in caso di buone prestazioni, a gennaio si sarebbe discusso un rinnovo. “Secondo me giocavo bene”, ha affermato Matic, “eppure, a gennaio, nessuno si fece vivo”. Quando fu lui a cercare un contatto, gli fu riferito di una clausola sulle presenze, una condizione che nega fosse mai stata discussa inizialmente.
La rottura della fiducia
Quello scostamento tra quanto pattuito e quanto prospettato minò la sua fiducia. Matic si sentì costantemente sotto esame e non adeguatamente valorizzato, dopo aver declinato opportunità più lunghe e vantaggiose. “Mi sentivo sempre in prova”, ha confessato. La decisione di andare via maturò come diretta conseguenza di quella che percepì come una mancanza di rispetto e un venir meno a un patto basato sulla parola data.




