Giuntoli si presenta all'Atalanta: “Ederson al centro del progetto, lavoriamo per il rinnovo. Palestra? Siamo stati corretti”

Giuntoli si presenta all'Atalanta: “Ederson al centro del progetto, lavoriamo per il rinnovo. Palestra? Siamo stati corretti”
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cristiano Giuntoli è ufficialmente il nuovo direttore sportivo dell'Atalanta. Il dirigente, che ha già alle spalle un mese e mezzo di lavoro al centro sportivo di Zingonia, è stato presentato questo pomeriggio in una conferenza stampa alla New Balance Arena, introdotto dall'amministratore delegato Luca Percassi. Un’occasione per fare il punto sulle linee guida del nuovo corso tecnico e per chiarire la posizione di alcuni calciatori chiave della rosa, a partire da Ederson, il cui futuro era stato al centro di voci di mercato nelle settimane scorse.

L’innamoramento per la Dea e il nuovo metodo

Giuntoli ha aperto il suo intervento esprimendo grande entusiasmo per l’incarico, sottolineando come l’Atalanta rappresenti per lui una tappa professionale di alto profilo: “Sono molto onorato di essere qui, devo ringraziare Luca Percassi e tutta la famiglia per avermi accolto come un figlio. Quando si osserva l’Atalanta da fuori è impossibile non innamorarsene”. Il nuovo ds ha voluto rimarcare l’affinità con i valori del club, in particolare con il principio di sostenibilità e con la filosofia che ha reso celebre il vivaio orobico.

“Ogni anno l’Atalanta sforna tantissimi gioielli per il calcio europeo e mondiale. Mi rivedo in questa storia”, ha aggiunto, spiegando di aver accettato senza esitazione per la possibilità di confrontarsi quotidianamente con persone che “capiscono di calcio”. Percassi, nel suo intervento introduttivo, ha confermato la fiducia nel dirigente toscano, ricordando come abbia già portato un “nuovo metodo di lavoro” e una “grandissima energia” nel giro di poche settimane.

Il nodo Ederson: rinnovo in vista

Tra le questioni più attese sul tappeto, la situazione di Ederson. Il centrocampista brasiliano, rimasto a Bergamo dopo il mancato trasferimento al Manchester United a causa del dietrofront dei Red Devils, rappresenta ora un pilastro su cui la dirigenza intende costruire il futuro. Giuntoli è stato chiaro in merito: “Siamo rimasti stupiti, ma lui è contento di rimanere e stiamo lavorando per il rinnovo”. Un cambio di rotta netto rispetto a un’estate che sembrava destinata alla cessione.

Con il contratto in scadenza nel 2027, l’obiettivo della società è blindare il giocatore per evitare di perderlo a parametro zero e per consolidare un reparto che, nelle intenzioni del club, dovrà restare competitivo ai massimi livelli. L’arrivo di Gianluca Gaetano dal Cagliari si inserisce in questa strategia di rafforzamento senza però stravolgere l’ossatura della squadra, che Giuntoli definisce “molto forte sia numericamente che qualitativamente”.

Il caso Palestra: trasparenza e correttezza

Altro argomento caldo affrontato dal direttore sportivo ha riguardato la vicenda di Marco Palestra, il giovane talento finito al centro di una trattativa che aveva coinvolto anche l’Inter prima dell’approdo al Chelsea. Giuntoli ha respinto ogni polemica riguardo alla gestione dell’affare, ribadendo la posizione del club: “Era una trattativa aperta, tutti erano al corrente di tutto. Noi siamo stati super corretti con tutte le parti”. Parole che sembrano rispondere alle dichiarazioni del presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, il quale aveva sollevato qualche perplessità sul caso.

Il nuovo ds ha inoltre chiuso la porta a facili paragoni, quando gli è stato chiesto chi potesse essere il “nuovo Palestra” sulla fascia destra: “Sulla destra abbiamo Bellanova e Zappacosta, siamo contenti di averli. Parlare del ‘nuovo Palestra’ è poco opportuno”, ha tagliato corto il dirigente, dimostrando di voler guardare avanti con la rosa attuale.

Identità e progetto con Sarri

Giuntoli ha dedicato ampio spazio anche al rapporto con il tecnico Maurizio Sarri, individuato come l’uomo giusto per traghettare la squadra. L’ex ds di Napoli e Juventus ha spiegato che la scelta è ricaduta sul tecnico toscano per la sua “identità chiara” e per lo “stile di gioco” riconoscibile. “È un grande uomo, l’ho trovato più aperto e aggiornato dopo l’esperienza alla Lazio. Siamo orgogliosi di lavorare con lui”.

Un cambio di passo rispetto al passato, con l’obiettivo di ritrovare un’identità forte senza però dichiarare traguardi prefissati: “Negli anni l’Atalanta non ha mai dichiarato obiettivi, lavorando con umiltà ma facendo cose straordinarie”. La priorità, insomma, resta il lavoro sul campo, supportato da un’attenzione costante al settore giovanile e alle opportunità di mercato, senza farsi distrarre dalle voci estive.

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