Lukaku, nessun rientro in gruppo: colloquio con il Napoli e rientro in Belgio, cosa succede ora

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il rientro a Castelvolturno di Romelu Lukaku – dopo un mese esatto dalla sua ultima, fugace apparizione al centro sportivo – ha avuto la durata di un lampo. Accompagnato dal suo agente, il centravanti belga ha incontrato il direttore sportivo Manna in un colloquio rapido, ma sostanzioso, volto a smussare le tensioni accumulate nelle ultime settimane. Una tregua, però, non una pace: quella certificata ieri è una distanza quasi certamente incolmabile, emersa con chiarezza non appena le parti si sono sedute a un tavolo per parlare del futuro. Lukaku non si è riaggregato al gruppo, né ha partecipato ad alcuna seduta di allenamento; la sua presenza è stata funzionale esclusivamente a un confronto diretto, al termine del quale è ripartito immediatamente alla volta del Belgio. Nessun saluto plateale, nessuna dichiarazione ufficiale. Solo un «toccata e fuga» che ha riportato in superficie le fratture emerse già a fine marzo.

La tregua e la multa: i numeri di una rottura ormai segnata

Secondo quanto ricostruito dalla Gazzetta dello Sport, il Napoli infliggerà a Lukaku una multa di 150mila euro, a sanzione del comportamento tenuto nelle scorse settimane. Un provvedimento che suona più come una formalità burocratica che come un vero deterrente, considerato che il rapporto – lo si apprende da fonti vicine alla società – è ormai agli sgoccioli. L’incontro, descritto dai presenti come una «chiacchierata il giusto», ha avuto il sapore di una messa in scena: le due parti si sono date appuntamento tra quindici giorni per quella che qualcuno, con ironia, ha definito «la nuova puntata di “scherzi a parte”». Sotto la superficie di un clima definito «più disteso», restano le crepe profonde: Lukaku è di fatto già sul mercato, e la dirigenza azzurra si è messa nell’ottica che l’avventura del belga in città sia definitivamente conclusa.

L’estate dell’addio: cessione a titolo definitivo e rapporti azzerati con Conte

Per l’estate l’obiettivo è uno solo: arrivare a una cessione a titolo definitivo. Nessun prestito, nessuna soluzione ponte. Il Mattino riporta che i dirigenti del Napoli hanno ormai azzerato i rapporti con l’attaccante, e che lo stesso è accaduto con Antonio Conte – quell’allenatore che pure ne era stato il più convinto sponsor. Lukaku, va ricordato, resta uno dei simboli del quarto scudetto azzurro: suo il gol del 2-0 al Cagliari nel match del 23 maggio 2025. Ma quel sigillo, per quanto pesante nella storia recente del club, non basta più a tenere in piedi un legame logoro. Il belga ha evitato persino un confronto diretto con l’allenatore nel corso del suo blitz lampo in Italia, preferendo limitarsi all’incontro con Manna prima di rientrare immediatamente in Belgio.

Gelo e interessi: «Inutile lanciarsi i panni sporchi addosso»

Il messaggio emerso dal colloquio, per quanto non dichiarato apertamente, è stato sintetizzato in una frase circolata negli ambienti vicini alla trattativa: «Ognuno ha i suoi interessi, è inutile prendere i panni sporchi e lanciarseli addosso, men che meno in pubblico». Una formula che fotografa un reciproco disinteresse a prolungare una convivenza ormai divenuta impraticabile. Lukaku, dal canto suo, non ha chiesto di rientrare in gruppo né ha fornito garanzie sulla propria disponibilità a rimettersi in gioco sotto la guida di Conte. Il Napoli, dal canto proprio, ha preso atto della distanza incolmabile e già pianifica la prossima sessione di calciomercato come l’occasione per voltare pagina. La tregua, insomma, è servita solo a evitare un’esplosione pubblica del conflitto. Ma la sostanza, al netto delle forme, è una: Lukaku è già storia passata.

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