Il Milan si tiene Allegri: via Furlani, ridimensionato Ibrahimovic (e forse torna Galliani)

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calcio è semplice, diceva quel tale – ossia Massimiliano Allegri, tecnico capace di trasformare un’opinione in un principio –: chi lo sa praticare, e chi lo conosce davvero, sarà sempre preferito a chi millanta competenze senza averle mai dimostrate sul campo. E così il Milan, dopo anni di giochicchiamenti tattici e di una gestione che molti, dentro e fuori Milanello, hanno definito confusa, ha smesso di rimandare. Gerry Cardinale, numero uno del club rossonero, ha deciso di passare all’azione. Lo ha fatto assecondando in tutto le richieste del tecnico livornese, compresa quella più delicata e simbolica: il ridimensionamento netto di Zlatan Ibrahimovic nel ruolo di consulente, e l’azzeramento parziale della linea strategica imposta fino a oggi. Una scelta, quest’ultima, che suona come una resa nei confronti di una certa idea di Milan “globale” e spettacolare, troppo lontana dalla concretezza richiesta da Allegri.

Furlani ai titoli di coda, il fattore Champions e il nodo Carnevali

Giorgio Furlani, l’amministratore delegato in carica dal dicembre 2022 (ma già nel consiglio d’amministrazione dall’estate 2018), è pronto a fare un passo indietro. Lo riferiscono diverse fonti, confermando un’indiscrezione che circolava già da mesi nei corridoi di via Aldo Rossi. La contestazione della tifoseria lo ha colpito duramente, raggiungendo l’apice a San Siro nella partita persa malamente contro l’Atalanta, quando il clima intorno alla dirigenza è diventato incandescente. Ma non è solo la piazza a chiedere un cambiamento: lo stesso Cardinale, stanco degli investimenti sbagliati e delle “guerre” intestine che hanno caratterizzato l’ennesima stagione contraddistinta da caos interno e mercati non condivisi, lo avrebbe messo sul banco degli imputati. L’approdo in Champions League – che tutti nell’ambiente rossonero sperano di festeggiare domenica sera – non basterebbe a salvare la sua posizione. Furlani, ormai da qualche mese, rifletteva sulla possibilità di tornare a lavorare in finanza, abbandonando la gestione operativa del club. Al suo posto, l’ipotesi concreta è quella di Giovanni Carnevali, attuale amministratore delegato del Sassuolo, uomo di grande esperienza e gradito al nuovo corso targato Allegri. Ma c’è di più.

Il ritorno di Galliani, il ruolo di Calvelli e l’addio di Tare

Cardinale, nel tentativo di accontentare Allegri su ogni fronte, avrebbe riaperto le porte a un ritorno che fino a pochi mesi fa sembrava pura nostalgia: Adriano Galliani. L’ex amministratore delegato dell’era Berlusconi, uomo simbolo dei trionfi rossoneri, potrebbe tornare con un ruolo di vertice, forse a supporto del nuovo assetto dirigenziale. Una mossa che ridisegnerebbe completamente gli equilibri interni, ridimensionando ulteriormente l’area tecnica affidata a Igli Tare, anch’egli a rischio dopo le ultime divergenze sul calciomercato. Il vero ruolo chiave, in questo schema, potrebbe essere quello di Franco Calvelli, figura discreta ma molto ascoltata dal fondatore di RedBird, destinato a coprire funzioni di raccordo tra proprietà e nuova dirigenza. In poche parole: Furlani sta meditando l’addio con o senza la qualificazione alla prossima Champions. La svolta potrebbe arrivare già la prossima settimana, subito dopo la conclusione del campionato. Qualcosa si era rotto, da tempo, e la sensazione è che non ci sia più spazio per mezze misure.

L’unica speranza del Napoli: perdere la Champions domenica

E proprio mentre il Milan si prepara a una nuova, ennesima rivoluzione estiva (fenomeno ormai ciclico in via Aldo Rossi), il Napoli osserva con un misto di distacco e sottile calcolo. La squadra di Antonio Conte, ormai fuori dalla lotta scudetto, ripone le sue residue ambizioni stagionali in un paradosso: la speranza, per gli azzurri, è che domenica il Milan perda l’ultima partita di campionato e di fatto fallisca l’accesso diretto alla Champions League. Non per una questione di rivalità fine a se stessa, ma perché senza i milioni della massima competizione europea il club rossonero sarebbe costretto a rivedere molti dei piani di investimento già delineati. Un elemento, questo, che indebolirebbe ulteriormente la posizione di chi resta e rafforzerebbe la linea di chi, come Allegri, chiede un organico più corto ma più solido. Il Napoli, consapevole della propria crisi di risultati, non può permettersi distrazioni: il suo destino passa anche dalle disgrazie altrui. E domenica, paradossalmente, tiferà contro i rossoneri.

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