Fiorentina-Lecce, sfida all'insegna della precisione e delle assenze

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Fiorentina e il Lecce si preparano a dare vita a un confronto ricco di significato nell’anticipo della 27ª giornata di Serie A, in programma stasera alle 20.45 allo stadio Franchi. Sebbene le due squadre abbiano un numero di tiri pressoché simile nel corso della stagione – 311 per i viola, 303 per i salentini –, è la differenza nella precisione realizzativa a separarle, con i toscani che hanno dimostrato una maggiore efficacia sotto rete.

I padroni di casa dovranno fare a meno di Moise Kean, vice capocannoniere del campionato, assente per infortunio. Al suo posto, è probabile che Raffaele Palladino schieri Lucas Beltran, cercando di mantenere viva l’offensiva viola. Nonostante le assenze di Adli, Colpani, Folorunsho e Richardson, squalificato, la Fiorentina può contare sul ritorno a sorpresa di Albert Gudmundsson, convocato a meno di due settimane dalla frattura all’osso sacro. Una scelta che potrebbe rivelarsi determinante, considerando il momento non proprio brillante della squadra, reduce da tre sconfitte consecutive contro Inter, Como e Verona.

Dal canto suo, il Lecce punta su Nikola Krstovic, attaccante che mira a superare il proprio record di reti stagionali. I salentini, dopo aver raccolto due punti negli ultimi tre match – pareggi con Bologna e Monza, sconfitta contro l’Udinese –, cercano di allargare il divario di quattro punti sull’Empoli, terzultimo in classifica e virtualmente retrocesso.

La sfida si carica di ulteriori significati se si guarda ai precedenti. All’andata, la Fiorentina si impose per un roboante 6-0 al Via del Mare, risultato che potrebbe portare il Lecce a subire almeno sette gol dalla stessa avversaria in una singola stagione, circostanza che non si verificava dal 2019/20, quando l’Atalanta realizzò dieci reti tra andata e ritorno. Inoltre, i viola non battono i salentini in entrambe le partite di campionato dalla stagione 2005/06, un dato che aggiunge ulteriore pressione alla squadra di Palladino, chiamata a evitare un’incredibile analogia con la Fiorentina di Montella.

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