PresaDiretta, Governati dal fossile e il prezzo della mancata prevenzione
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Con circospezione e una qualche prudenza si torna la domenica sera su Rai 3 a guardare un programma d'inchieste. E però c'è Riccardo Iacona con PresaDiretta, benemerita istituzione che non rinuncia a robusti punti di vista sul presente ma che spicca il volo in puntate come quella di apertura della nuova stagione, "Governati dal fossile".
Il viaggio nella Calabria dei cicloni
La serata si apre con PresaDiretta Open, dedicata alla fragilità del territorio calabrese. Tra gennaio e febbraio 2026 tre cicloni si sono abbattuti su Sicilia e Calabria, scaricando in pochi giorni quasi la metà delle piogge di un anno intero: frane, coste distrutte, la piana di Sibari sott'acqua. L'inchiesta attraversa i territori colpiti, da Caulonia a Siderno, dal fiume Crati alle spiagge erose dello Ionio e del Tirreno, e segue il filo delle responsabilità, dei ritardi e delle opere mai realizzate, nonostante centinaia di milioni di euro stanziati.
Sul Crati, dove 600 famiglie convivono da vent'anni con le esondazioni, milioni di euro pubblici sono stati spesi in "somma urgenza" senza mai risolvere il problema: tra argini di terra vecchi di un secolo e una foce ostruita dai detriti, un geologo del Cnr aveva previsto tutto già nel 2014.
La dipendenza energetica e i progetti fermi
L'inchiesta centrale, "Governati dal fossile", indaga il costo della dipendenza energetica italiana. A quattro anni dall'invasione russa dell'Ucraina, il Paese continua a dipendere dal gas, seppure proveniente da fornitori diversi, con conseguenze pesanti sui costi sostenuti da famiglie e imprese. Dal delta del Po, dove opera il principale rigassificatore italiano e sono state riattivate vecchie concessioni per l'estrazione nazionale, il reportage segue le diverse strade possibili per la transizione.
In Sicilia, il repowering dei parchi eolici consente di produrre più energia occupando meno territorio, mentre a Sassuolo le aziende della ceramica devono fare i conti con il caro energia. Sullo sfondo restano oltre 1200 progetti per le rinnovabili ancora fermi nei ministeri. Mentre la crisi nello Stretto di Hormuz contribuisce a spingere il prezzo dei carburanti oltre i 2 euro al litro, le prime cento compagnie petrolifere del mondo potrebbero arrivare a guadagnare fino a 234 miliardi di dollari di extraprofitti.
Il polo petrolchimico siciliano e le bonifiche incompiute
Il viaggio arriva poi nel polo petrolchimico di Priolo, Augusta, Melilli e Siracusa, dove in appena trenta chilometri si concentra il più grande polo petrolchimico italiano e una parte fondamentale della capacità di raffinazione del Paese. Il reportage "Sporco Petrolio", firmato da Teresa Paoli e Paola Vecchia, racconta la grande contraddizione di un territorio che ha dato moltissimo all'industria energetica e che oggi chiede di sapere cosa abbia ricevuto in cambio: bonifiche mai completate, un ambiente compromesso, il peso delle malattie.
Nel 2025 quasi seimila segnalazioni sono arrivate attraverso NOSE, l'applicazione sviluppata da CNR e ARPA per monitorare le molestie olfattive, e il 92 per cento proveniva proprio dall'area del petrolchimico. Al centro del racconto c'è anche il depuratore IAS di Priolo, sequestrato nel 2022 dalla magistratura con l'accusa di disastro ambientale e tuttavia rimasto in funzione perché considerato indispensabile alla continuità produttiva del polo. Lo studio SENTIERI dell'Istituto Superiore di Sanità registra nell'area eccessi di diverse patologie.
Il paradosso è che gran parte dei carburanti raffinati qui non è destinata al mercato italiano.
Il delta del Niger e il caso Electrolux
Il reportage si sposta poi nel delta del Niger, devastato da decenni di estrazioni petrolifere che hanno lasciato un'eredità di devastazione ambientale. In chiusura di puntata, il caso Electrolux riporta l'attenzione sulla produzione e sull'occupazione in Italia, con l'azienda che taglia produzione e posti di lavoro. In studio, Riccardo Iacona si confronta sui temi della puntata con il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.
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