Guardiola si prende una pausa dal calcio: "Voglio scoprire la vita"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Pep Guardiola, da poco più di un mese lontano dalla panchina del Manchester City dopo un decennio di successi, ha rotto il silenzio per spiegare le ragioni di una scelta che, a molti, era apparsa quasi improvvisa.

Il tecnico catalano, reduce da un ciclo vincente in Premier League che lo ha consacrato come uno degli allenatori più influenti della storia del calcio, ha deciso di fermarsi per dedicarsi a qualcosa che, fino a oggi, era rimasto in secondo piano: la sua vita personale e la sua famiglia, senza il filtro della pressione quotidiana che il calcio professionistico inevitabilmente comporta.

In un'intervista rilasciata a pochi giorni dall'addio ai Citizens, Guardiola ha parlato con una sincerità che raramente si era concessa negli anni precedenti, quando il ritmo serrato degli impegni e la fame di vittorie sembravano non lasciare spazio ad altre riflessioni. "Mentalmente non mi manca nulla", ha dichiarato, quasi a voler ribadire che la sua scelta non nasce da un malessere o da un senso di stanchezza nei confronti della professione, quanto piuttosto da un bisogno profondo di esplorare orizzonti diversi.

L'allenatore spagnolo, che ha iniziato la carriera in panchina a soli trentasette anni, ha sottolineato come l'intera sua esistenza sia stata finora plasmata e definita dal calcio, e come ora, a cinquantasei anni, senta il desiderio di completarsi come uomo al di fuori del campo.

"Non ho più 35 anni, la prospettiva è diversa"

Il tecnico catalano ha voluto mettere in chiaro che la sua decisione non va interpretata come un ritiro definitivo, ma come una pausa necessaria per ricaricare le batterie e riscoprire quelle piccole cose che il mestiere di allenatore, specialmente a certi livelli, tende a sacrificare. Guardiola ha spiegato che il suo legame con il calcio resta fortissimo, e che l'amore per il lavoro è intatto, ma ha aggiunto che esiste un momento, nella vita di ogni professionista, in cui si sente il bisogno di staccare la spina.

"Voglio capire quale sarà la mia vita e pensare a me stesso, ai miei figli e alla mia famiglia", ha affermato, chiarendo che l'assenza di una chiamata immediata o di un progetto allettante non rappresenta un problema, ma anzi, la condizione ideale per godersi questa pausa.

La prospettiva, a cinquantasei anni, è inevitabilmente diversa rispetto a quella che aveva da giovane, quando tutto era proiettato verso il futuro e la carriera assorbiva ogni energia. Guardiola ha ammesso che potrebbe anche accadere che, svegliandosi un mattino, senta improvvisamente la mancanza del campo e decida di tornare, ma al momento questa spinta non c'è.

"Forse un giorno mi sveglierò e dirò 'Ok, voglio tornare ad allenare'", ha aggiunto, lasciando intendere che, per ora, la sua priorità è vivere esperienze che non hanno a che fare con il calcio, per provare a essere felice anche in altri ambiti.

I rumors sulla nazionale italiana e il futuro

Nelle ultime settimane, il nome di Guardiola era stato accostato, più o meno insistentemente, a diverse panchine prestigiose, tra cui quella della nazionale italiana, un'ipotesi che aveva alimentato sogni e suggestioni tra i tifosi azzurri. L'idea di vedere il maestro catalano sulla panchina dell'Italia, con il suo gioco basato sul possesso palla e sulla pressione alta, aveva affascinato molti, ma lo stesso Guardiola ha ora spento ogni possibilità, almeno nell'immediato.

Le sue parole, infatti, escludono qualsiasi ritorno a breve termine, sia esso in un club o in una selezione nazionale, e spostano l'attenzione su un progetto di vita che va ben oltre i confini del rettangolo verde.

Il tecnico ha voluto sgombrare il campo da ogni equivoco, sottolineando che non sente la mancanza della panchina e che la sua mente è concentrata su altro. "Amo il mio lavoro ma c'è un momento in cui senti di doverti prendere una pausa", ha ribadito, quasi a voler giustificare una scelta che, per chi ha vissuto di calcio come lui, potrebbe apparire controcorrente.

Guardiola, d'altronde, ha sempre dimostrato di essere un uomo dalle idee chiare e dalle scelte ponderate, e questa pausa sembra rientrare perfettamente in quel disegno di crescita personale che, a suo dire, lo ha portato a voler completare la propria formazione umana al di là del calcio.

Un equilibrio ritrovato lontano dal campo

Chi conosce Guardiola sa che la sua vita è sempre stata un susseguirsi di sfide e di ossessioni tattiche, un'attenzione maniacale per i dettagli che lo ha portato a vincere tutto ciò che era possibile vincere, ma che allo stesso tempo lo ha tenuto costantemente in uno stato di tensione. Ora, lontano dalla frenesia degli spogliatoi e dalle conferenze stampa, il catalano sembra aver trovato un equilibrio che prima non aveva mai sperimentato, un silenzio che gli permette di ascoltare se stesso e di riscoprire quelle passioni che il calcio gli aveva rubato.

Non si tratta, a suo dire, di un addio, ma di una sosta obbligata per ritrovare un contatto con la realtà che va oltre il risultato e la prestazione.

Il futuro, per Guardiola, resta aperto a tutte le possibilità, ma non sarà certamente il calcio a dettare i tempi di un eventuale ritorno. "Vedremo se mi mancherà allenare e se qualcuno mi cercherà in futuro", ha concluso, lasciando intendere che sarà lui a decidere quando e come, semmai, ricominciare. Per ora, il tecnico catalano si gode la pausa, quella che gli permette di guardare la vita con occhi diversi, lontano dai riflettori e dalle pressioni, in attesa di capire se il richiamo del campo si farà sentire di nuovo o se, invece, la sua strada prenderà una piega del tutto inaspettata.

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