Roma, al via il cantiere da un miliardo per il nuovo Policlinico Umberto I

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo un quarto di secolo di attese, rinvii e iter progettuali spesso intricati, la Regione Lazio ha presentato ufficialmente l'operazione che ridisegnerà completamente il volto e il funzionamento del più antico policlinico italiano. L'intervento, finanziato dall'Inail con una dotazione di un miliardo di euro, non si configura come una semplice opera di ammodernamento, bensì come una radicale metamorfosi urbanistica destinata a creare, nel cuore della capitale, una vera e propria "città‑giardino" dedicata alla salute e alla ricerca. Il progetto, elaborato dalla Sapienza Università di Roma e frutto di un lavoro di coordinamento con la Soprintendenza Speciale e Roma Capitale, ha superato l'ultimo fondamentale scoglio ottenendo il via libera per le demolizioni, passo preliminare indispensabile per dare concretezza a un'ambizione a lungo rimasta solo sulla carta.

Da cinquanta edifici a un monoblocco moderno

L'elemento cardine della trasformazione, come sottolineato dal presidente della Regione Francesco Rocca, risiede nel superamento dell'attuale assetto frammentato, che oggi costringe le attività ospedaliere e universitarie a distribuirsi in oltre cinquanta corpi di fabbrica distinti, molti dei quali risalenti agli anni Cinquanta e ormai inadeguati. Al loro posto sorgerà un lungo edificio articolato che si estenderà per gran parte di viale dell'Università, un monoblocco funzionale su sei piani che concentrerà in sé tutti i servizi essenziali. Al suo interno troveranno spazio, in una disposizione razionale e integrata, il nuovo pronto soccorso, il blocco operatorio con annessa terapia intensiva, il poliambulatorio e i reparti per la diagnostica avanzata. Una riorganizzazione che, oltre a garantire maggiore efficienza negli spostamenti di medici e pazienti, permetterà di incrementare l'offerta sanitaria con 120 posti letto in più, migliorando in modo concreto la capacità di risposta del nosocomio.

Una città‑giardino tra servizi e parcheggio

L'idea di campus integrato, tuttavia, va ben oltre la semplice costruzione di un nuovo edificio ospedaliero. Il piano architettonico, infatti, punta deliberatamente a creare un ambiente aperto e permeabile, caratterizzato da ampie aree verdi, percorsi pedonali e una forte integrazione tra gli spazi di cura, quelli dedicati alla ricerca scientifica e quelli per la formazione universitaria. Si delinea così il concetto di una "Città della Ricerca", dove la rigenerazione edilizia si accompagna a una nuova visione dello spazio pubblico. Un aspetto logistico di primaria importanza, soprattutto considerando la collocazione centrale del policlinico, riguarda la mobilità: sotto il livello stradale sarà realizzato un parcheggio interrato di ventimila metri quadrati, in grado di accogliere oltre 750 autovetture, un'intervento atteso da anni per decongestionare l'area circostante, spesso soggetta a fenomeni di parcheggio selvaggio e di intasamento viario.

Il percorso verso il cantiere

L'ottenimento del parere favorevole della Soprintendenza, necessario data la particolare sensibilità dell'area e la presenza di manufatti che, seppur non di eccezionale valore monumentale, raccontano una porzione di storia dell'edilizia ospedaliera romana, segna di fatto il punto di non ritorno per l'intera operazione. Quel via libera, arrivato dopo un approfondito esame tecnico, ha sciolto gli ultimi nodi autorizzativi, permettendo alla macchina amministrativa e progettuale di avviare le procedure per l'affidamento dei lavori. La presentazione pubblica, avvenuta nell'aula magna della Sapienza, ha dunque un valore simbolico forte, sancendo il passaggio dalla fase ideativa a quella esecutiva di un'opera che, per portata economica e impatto sulla sanità pubblica, rappresenta uno degli investimenti più significativi degli ultimi decenni nel Lazio.

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