Naike Rivelli e l’affondo contro Fedez a Sanremo: “Così è solo un ragazzetto impazzito”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Festival della canzone italiana, giunto alla sua settantaseiesima edizione, è da sempre un palcoscenico che va ben oltre la musica, un osservatorio privilegiato – se vogliamo – sui vezzi e le contraddizioni del mondo dello spettacolo. E se sul palco dell’Ariston si susseguono le performance, fuori, tra le stanze e i corridoi di Casa Sanremo, si consumano piccoli e grandi drammi di ordinaria vita da vip. L’ultimo, in ordine di tempo, vede al centro Naike Rivelli e Fedez, con la figlia di Ornella Muti che non ha usato mezzi termini per raccontare un episodio che l’ha vista, suo malgrado, spettatrice e protagonista.
“Una scena sconvolgente” tra le hospitality della kermesse
Tutto è nato da un video, pubblicato sui canali social di Rivelli, nel quale l’attrice e conduttrice racconta con il consueto stile diretto e pungente quanto accaduto negli spazi dedicati all’ospitalità del Festival. «Ho visto una roba sconvolgente», ha esordito, chiarendo fin da subito che il suo non è lo sfogo di una provinciale alle prime armi, ma il commento di una donna abituata a frequentare i palcoscenici internazionali. Il bersaglio delle sue critiche è Federico Lucia, in arte Fedez, attualmente in gara in coppia con Marco Masini con il brano Male necessario. Secondo la ricostruzione di Naike, il rapper si sarebbe mosso per gli spazi di Casa Sanremo circondato da un nutrito stuolo di guardie del, un vero e proprio cordone di sicurezza che avrebbe di fatto bloccato il transito delle altre persone presenti. Un atteggiamento, quello descritto, che la figlia di Ornella Muti ha definito non solo sproporzionato, ma profondamente ridicolo.
Il paragone con la madre e le celebrità incontrate nel mondo
«Io ho cinquantuno anni e sono la figlia di Ornella Muti», ha proseguito Rivelli nel suo intervento, costruendo un parallelismo volto a sottolineare l’assurdità della scena di cui è stata testimone. «Viaggiamo in tutto il mondo, noi, e abbiamo conosciuto tutte le celebrità del mondo, da Putin in giù. Mai, dico mai, ho visto mia madre atteggiarsi come ho appena visto questo piccolo personaggio». Il fulcro della polemica, infatti, non risiede tanto nella presenza della sicurezza – prassi per molti personaggi pubblici – quanto nella modalità con cui questa viene gestita. Naike parla di sette persone al seguito che avrebbero letteralmente “bloccato” Casa Sanremo, impedendo di fatto a chiunque di passare. Un comportamento che lei bolla come una dimostrazione di arroganza, lontana anni luce dalla sobrietà che, a suo dire, contraddistingue chi ha realmente familiarità con la celebrità globale. «Lui che passa come se fosse il re di st***i, e tutti noi lì bloccati come degli sfigati. Io volevo uscire a prendere una boccata d’aria, perché cominciava a farmi caldo, e ho dovuto spingere questo ragazzetto impazzito», ha aggiunto, descrivendo un quadro di tensione e disagio.
L’affondo personale e il monito ai giovani
Ma l’affondo di Naike Rivelli non si è limitato alla cronaca dell’episodio. Nel suo video, l’ex concorrente di Pechino Express ha voluto aggiungere una riflessione più personale e, per certi versi, ironica sul significato profondo di certi atteggiamenti. A suo avviso, gli uomini che sentono il bisogno di muoversi con una vera e propria armata personale celerebbero in realtà una profonda insicurezza. «Secondo me», ha dichiarato con il suo stile inconfondibile, accompagnando le parole con un gesto della mano, «gli uomini che girano con cinque, sei, sette guardie del … secondo me hanno le palle zero, tutto zero». Un’osservazione che, al di là della provocazione, vuole essere un monito soprattutto per i più giovani e per chi sta vivendo ora il successo. Il suo messaggio finale, infatti, è un invito a non farsi travolgere dalla fama: «Non diventate così, fidatevi di me, chiunque di voi diventi famoso. È brutto, veramente, è proprio brutto». Un consiglio che, nelle sue parole, suona come una sentenza senza appello su un certo modo di vivere la popolarità, che lei giudica goffo e lontano da quella signorilità di cui dice di aver fatto esperienza in tanti anni al fianco della madre.
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