La Roma travolge la Fiorentina e si riaffaccia in Champions: poker all’Olimpico, Juve a -1

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La domenica di calcio che ha chiuso la trentacinquesima giornata di Serie A ha regalato un segnale inequivocabile alla corsa verso la massima competizione europea. La Roma, schiantando la Fiorentina con un perentorio 4-0 davanti ai sessantunomila dell’Olimpico, non solo ha allungato sul Como, ma si è issata a -1 dalla Juventus, quarta forza del campionato, e a -3 dal Milan, terzo in classifica a quota 67. I giallorossi, saliti a 64 punti in solitaria, hanno così trasformato la volata finale in un testa a testa di nervi, dove ogni singolo episodio – come l’assenza di coppe per alcuni inseguitori – pesa quanto una vittoria sul campo.

La mole di gioco espressa dalla squadra di Gasperini ha assunto i contorni di una lezione tattica. Già al termine della prima frazione, il match – deciso dalle reti di Mancini, Wesley e Hermoso -1-2 – sembrava archiviato, con i numeri a dipingere un quadro impietoso per i viola: possesso palla schiacciante (63% contro 37%) e un divario impressionante nei passaggi riusciti, ben 300 a fronte dei 150 avversari. Se a questi si aggiunge un dato come i 130 ingressi nell’area di rigore avversaria, risulta chiara la sensazione di impotenza che ha paralizzato la retroguardia toscana.

L’identità tattica svelata dai difensori goleador e dall’aggressivitàCiò che più ha impressionato, al di là del risultato, è stata la perfetta esecuzione dei principi voluti dal tecnico. La capacità di trasformare i difensori centrali in attaccanti aggiunti – Mancini e Hermoso entrambi a segno – è solo la punta dell’iceberg di un progetto che punta tutto sull’aggressività senza palla e sulla verticalizzazione immediata. Wesley, che ha firmato il momentaneo 2-0, ha trovato continuità sulla fascia, mentre il trio offensivo ha sistematicamente smantellato le maglie di una difesa viola, in cui Pongracic e Ranieri – come riportato anche dalla Gazzetta – apparivano letteralmente in balia degli eventi, frastornati dai movimenti incessanti degli esterni.

Anche nella ripresa, nonostante un timido tentativo di reazione della Fiorentina (con un palo colpito da Braschi), la musica non è cambiata. La ciliegina sulla torta l’ha messa Pisilli, lanciato a raccogliere un assist da Malen – l’olandese già protagonista di una traversa – che ha chiuso il poker con una conclusione chirurgica. La prestazione di Malen, a tratti irresistibile nei movimenti tra le linee, ha confermato la profondità di una rosa che, in questo rush finale, sembra aver metabolizzato completamente i dettami del allenatore.

La difesa viola nel vortice romanista: "Tutto troppo per Pongracic"L’analisi post-partita si è concentrata inevitabilmente sul crollo della Fiorentina, incapace di arginare la furia giallorossa. In un’azione su tutte, quella del 3-0, Kone ha letteralmente sovraccaricato il lato destro, saltando Fagioli sulla linea di fondo per servire l’irruzione vincente di Hermoso. Poco dopo, per il poker, il già citato Malen ha sfoderato una trivela degna dei migliori repertori, imbeccando Pisilli in pieno recupero. Per i difensori viola – da Pongracic a Comuzzo – si è trattato di una tempesta perfetta: movimenti e contromovimenti dei giallorossi che sbucavano "dalle pareti", senza che fosse possibile individuare un singolo colpevole, come hanno sottolineato le cronache sportive.

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