Buffett lascia Berkshire Hathaway: "I dazi non sono un’arma" e passa la mano a Greg Abel

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Warren Buffett, che non a caso è soprannominato l’"Oracolo di Omaha" per la sua capacità di anticipare i mercati con un fiuto quasi profetico, ha scelto il palcoscenico dell’assemblea annuale degli azionisti di Berkshire Hathaway per annunciare il suo addio alla guida del conglomerato. Era il 3 maggio 2025, una data che segna la fine di un’epoca per la finanza globale, e lo ha fatto senza mezzi termini: "È giunto il momento", ha detto, confermando che Greg Abel, già vicepresidente delle operazioni non assicurative, ne prenderà il posto entro fine anno.

Buffett, che a 94 anni ha costruito una leggenda investendo in aziende come Geico, Duracell e Dairy Queen, ha ribadito una posizione che lo contraddistingue da tempo: quella sui dazi commerciali. "Non sono un’arma", ha dichiarato, prendendo implicitamente le distanze dalle politiche protezionistiche di Donald Trump, che durante la sua presidenza aveva innalzato barriere doganali su acciaio e alluminio. Una linea che Buffett, da liberale convinto – come aveva già sottolineato Nicola Porro in un suo libro – considera controproducente per l’economia.

Abel, 62 anni, nato a Edmonton in Canada, è stato preparato per anni a questo passaggio. Già nel 2021, quando Buffett lo indicò come successore designato, si parlò di una transizione graduale. Ora, con l’approvazione del consiglio, la svolta è ufficiale. La sua nomina chiude un ciclo iniziato nel 1965, quando Buffett rilevò una tessitura fallimentare trasformandola in un colosso da 880 miliardi di capitalizzazione.

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