Bolide nei cieli del Sud Italia: la scia di luce vista da sei regioni

Bolide nei cieli del Sud Italia: la scia di luce vista da sei regioni
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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Alle 19:40 di mercoledì 21 ottobre 2026 un bolide ha attraversato l'alta atmosfera sopra il Sud Italia, lasciando dietro di sé una scia incandescente visibile a occhio nudo. La meteora, di luminosità eccezionale, è stata notata da moltissime persone tra Calabria, Sicilia, Campania, Basilicata, Puglia e Molise, e ha provocato in pochi minuti un'ondata di segnalazioni e commenti. Con il termine bolide gli astronomi indicano appunto una meteora molto più brillante delle comuni stelle cadenti, capace di illuminare per qualche istante il cielo.

Da dove arrivano le Orionidi, lo sciame di ottobre

L'avvistamento è avvenuto nelle ore in cui è atteso il massimo delle Orionidi, lo sciame meteorico più importante del mese, generato dai frammenti lasciati nello spazio dalla cometa di Halley, catalogata come 1P/Halley. Il nome deriva dalla costellazione di Orione, la regione celeste da cui le meteore sembrano provenire e che gli astronomi chiamano radiante. Lo sciame è attivo dal 2 ottobre al 12 novembre, ma raggiunge l'intensità maggiore soltanto in una breve finestra di giorni, durante la quale i detriti cometari incontrano la Terra con maggiore frequenza.

Le Orionidi si distinguono dagli altri grandi sciami dell'anno per la velocità d'ingresso in atmosfera: le particelle arrivano a 65,5 chilometri al secondo, pari a 235.800 chilometri orari. A quella velocità l'attrito con l'aria scalda il materiale fino a renderlo incandescente, e proprio questo processo produce le scie luminose che si osservano a quote di decine di chilometri.

Quando e come osservare le stelle cadenti d'autunno

Il picco è previsto nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, e nelle condizioni ideali si possono contare fino a una ventina di meteore all'ora. L'Unione Astrofili Italiani ricorda però che le osservazioni sono disturbate dalla Luna, ormai prossima al plenilunio, la cui luce copre le scie più deboli. Anche l'inquinamento luminoso delle aree urbane riduce il numero di meteore visibili, per cui conviene allontanarsi dai centri abitati e scegliere un punto con orizzonte libero.

Le condizioni migliori si presentano nelle ultime ore della notte, poco prima dell'alba, quando la Luna è ormai tramontata e il cielo torna più scuro. Non servono telescopi o binocoli: bastano un po' di pazienza, qualche minuto per abituare gli occhi all'oscurità e uno sguardo ampio verso il cielo, perché le meteore possono comparire in qualsiasi direzione e non soltanto vicino a Orione. Tutto dipende, naturalmente, dalla copertura nuvolosa nelle diverse zone d'Italia.

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