Noemi a Verissimo, la derealizzazione e quel grande errore: “Avevo paura di farmi aiutare”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nel salotto di Silvia Toffanin, e la notizia rimbalza con una certa forza tra gli addetti ai lavori e i fan, Veronica Scopelliti, in arte Noemi, ha scelto di riaprire il capitolo più buio della sua esistenza affrontandolo con la stessa grinta che mette sul palco. La cantante romana, reduce da un periodo di lontananza dalle scene sanremesi dopo ben otto partecipazioni, si è raccontata a Verissimo con una franchezza che ha lasciato il pubblico senza fiato, ripercorrendo gli attimi di smarrimento legati a quel disturbo psicologico, la derealizzazione, che l'ha tormentata agli inizi della sua ascesa professionale -1. L’intervista, andata in onda nella puntata di domenica 22 febbraio, ha riportato alla luce sensazioni sepolte, quelle di un Corpo e una mente che avevano smesso di collaborare, costringendo l’artista a fare i conti con una realtà sfocata e con la paura, un sentimento, quest’ultimo, che per lungo tempo le ha impedito persino di chiedere soccorso -2-4-6.

Il che chiedeva aiuto e il buio della derealizzazione

L’artista, che nel 2026 ha spento quarantaquattro candeline, ha spiegato come tutto abbia avuto inizio nel 2012, durante le prove di una delle sue partecipazioni al Festival di Sanremo, un palcoscenico che avrebbe dovuto rappresentare la consacrazione e che invece divenne il teatro dei primi, inquietanti sintomi. Noemi ricordava di non vedere bene, di percepire le immagini come se qualcosa si frapponesse tra lei e il mondo, ma inizialmente, complice la sua miopia, aveva archiviato la faccenda come un problema di lenti a contatto o di stanchezza oculare. Le notti, però, portavano con sé i tremori, una volta coricata accanto al compagno, tanto da costringerla a una regressione infantile, quella di chiamare la madre e chiederle di dormire insieme a lei per trovare un conforto che nelle sue stesse gambe non trovava. La sensazione di distacco, quella che i clinici definiscono derealizzazione, la faceva sentire come se qualcuno le avesse sottratto l’anima, lasciandola imprigionata sotto una campana di vetro, incapace di toccare con mano la vita che le scorreva attorno -1.

Fu quello il periodo del suo grande errore, come lei stessa l’ha definito davanti alle telecamere di Canale 5, un errore dettato dalla paura e, forse, da una certa ritrosia a mostrarsi vulnerabile in un mondo, quello dello spettacolo, che pretende maschere e certezze. La cantante ammise di aver tergiversato, di non aver voluto accettare l’idea di doversi affidare a qualcuno, di dover abbassare la guardia e ammettere che la macchina dei successi e delle hit poteva incepparsi. La conseguenza di questo rifiuto fu drammatica e concreta: due accessi al pronto soccorso in poche settimane, il campanello d’allarme di un organismo che non ce la faceva più a reggere lo stress e che gridava vendetta, pretendendo quella sosta che la ragazza determinata e battagliera non voleva concedergli -1. La svolta arrivò quando, finalmente, comprese che non si trattava di un capriccio passeggero, ma di una condizione psichica, un disturbo che andava curato con l’aiuto di specialisti e con un percorso terapeutico che l’avrebbe portata a ricostruire, mattone dopo mattone, il rapporto con se stessa.

La rinascita dopo l’accettazione e il legame con il palco

Superare la derealizzazione, per Noemi, significò intraprendere un viaggio interiore lungo e complesso, fatto di sedute e di una lenta, faticosa riconquista della propria identità. La musica, che era stata la scintilla della pressione, divenne gradualmente la sua ancora di salvezza, anche se per diverso tempo ogni nota, ogni riflettore acceso, riportava a galla la paura di quei momenti di vuoto. La chiave di volta, raccontò la cantante a Silvia Toffanin, fu proprio quella di smettere di combattere da sola, di lasciarsi andare alla cura e di accettare che la fragilità non fosse una nemica da abbattere ma una parte di sé da integrare. Fu un cambiamento profondo, che la portò a rivedere le sue priorità e a guardare al futuro con occhi diversi, più consapevoli e al tempo stesso più sereni -1.

Oggi, a distanza di anni da quegli eventi, l’artista romana ha ritrovato una dimensione di equilibrio, come dimostra anche la sua serenità familiare accanto al marito, una figura che ha descritto come il suo opposto, capace di attrarla e di bilanciare quei tratti del suo carattere che talvolta rischiavano di farla precipitare nel baratro dell’ansia. La sua carriera, dopo la pausa di riflessione, è ripresa con slancio: nel 2025 ha pubblicato il settimo album in studio, Nostalgia, e il singolo Bianca ha dominato le classifiche radiofoniche, regalandole una nuova giovinezza artistica -7-8-9. E proprio il rapporto con Sanremo, quel palco che era stato scenario dei suoi malori, è stato al centro di un aneddoto rivelatore. Noemi ha confessato di aver provato un misto di timore e fascino nel tornarci, ma che alla fine l’amore per la musica e per il suo pubblico ha avuto la meglio, trasformando quell’esperienza in una rivalsa personale. Le sue parole, a Verissimo, hanno delineato il ritratto di un’artista che, dopo aver toccato il fondo, ha imparato a risalire ascoltando i segnali del proprio e affidandosi a chi le stava accanto, dimostrando che anche dalle notti più agitate si può uscire per rivedere la luce.

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